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Infortunio Sinner, lo spettro dell'operazione se la cura non funziona: quando può tornare - 3/3

La bandelletta ileo-tibiale non riguarda esclusivamente il tennis. È una problematica particolarmente conosciuta nella corsa, ma può interessare anche ciclisti, sciatori e triatleti
Infortunio Sinner, lo spettro dell'operazione se la cura non funziona: quando può tornare - 3/3
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Infortunio Sinner, lo spettro dell’operazione se la cura non funziona: quando può tornare

Nel caso della sindrome della bandelletta ileo–tibiale, il trattamento non richiede necessariamente un intervento chirurgico, ma può essere una soluzione se la terapia conservativa non dovesse far effetto. Anche su questo punto Bernetti chiarisce quali sono le possibilità terapeutiche. “La terapia è nella maggior parte dei casi conservativa, ma richiede tempo – precisa Bernetti, visto che si era parlato anche di una possibile operazione per il campione italiano – Ci si avvale di protocolli specifici di esercizio terapeutico con un focus particolare sul rinforzo della muscolatura stabilizzatrice del bacino e su esercizi di controllo neuromotorio. Molto utile la terapia fisica strumentale come le onde d’urto focali, o la terapia Infiltrativa eco guidata. Da questo punto di vista si possono utilizzare diversi prodotti: acido ialuronico, plasma ricco di piastrine, collagene o ancora ozonoterapia. Può anche essere utile una valutazione biomeccanica finalizzata alla produzione di ortesi plantari su misura”.

L’eventuale percorso di recupero dipenderebbe quindi dalla diagnosi, dalla risposta del ginocchio alle terapie e dalle esigenze specifiche dell‘attività sportiva di alto livello. La bandelletta ileo-tibiale non riguarda esclusivamente il tennis. È una problematica particolarmente conosciuta nella corsa, tanto da essere associata proprio al termine “ginocchio del corridore”, ma può interessare anche ciclisti, sciatori e triatleti. “Se nel tennis questa sindrome sta diventando piùfrequente oggi, a causa di calendari fittissimi, superfici in cemento e un gioco sempre più fisico – sottolinea lo specialista – in altri sport è un nemico storico”. Colpisce infatti fino al 14% dei corridori ed è l’incubo ricorrente di maratoneti, ciclisti, sciatori e triatleti.

“Storicamente, leggende dell’atletica leggera e delle maratone, da campionesse come Paula Radcliffe a decine di specialisti dell’Ironman, hanno dovuto fare i conti con stop prolungati a causa di questa infiammazione. Ci auguriamo che Sinner possa tornare il prima possibile a difendere il numero uno”, conclude Bernetti. Per Sinner, intanto, la priorità resta recuperare il ginocchio prima di tornare alle gare. Dopo la rinuncia a Pechino, il calendario prevede ancora Shanghai, Vienna, il Masters 1000 di Parigi, le ATP Finals e la Coppa Davis, ma il suo rientro verrà deciso in base a come reagirà il ginocchio e solo quando sarà sicuro al 100% di tornare.

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