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Ultimo aggiornamento: 18:10

“Raccontiamo un sistema di uccisioni di massa”. Le parole dei registi di Naza al Fatto. Per il documentario un debutto trionfale nelle sale cinematografiche italiane

I registi e giornalisti israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor hanno descritto il cuore del loro documentario Naza, vincitore del Premio speciale della giuria all’83a Mostra del Cinema di Venezia
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“Il nostro primo obiettivo era raccontare un sistema di uccisioni di massa”, prima ancora che chiedersi come sia stato possibili che tanti giovani israeliani e israeliane abbiano potuto partecipare “come ingranaggi” convinti di potersi proteggere sotto la corazza morale dell’eseguire “ordini di altri”. Così i registi e giornalisti israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor hanno descritto il cuore del loro documentario Naza, vincitore del Premio speciale della giuria all’83a Mostra del Cinema di Venezia e reduce da un esordio trionfale nelle sale cinematografiche, dove ha debuttato il 28 settembre: raccontare dall’interno, con testimonianze di 24 ufficiali dell’esercito israeliano, regole e tecniche adottate per radere al suolo Gaza dopo il 7 ottobre 2023 e uccidere una quantità di civili stimata in 73 mila persone in due anni e mezzo. Dalle parole che i registi hanno usato nei loro interventi pubblici si comprende anche il motivo degli attacchi frontali e senza quartiere che il film e i registi hanno ricevuto da parte dei ministri del governo di Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, responsabile dell’offensiva “Spade di ferro” su Gaza, ma anche da parte dei militari dell’Idf e di tutta l’opposizione politica a Netanyahu, da Gadi Eisenkot a Benny Gantz, Naftali Bennet e Yair Lapid, che bollano le testimonianze come “calunnie”.

Mentre dall’esercito si nega di aver mai adottato i criteri laschi per l’uccisione di civili che le fonti di Naza descrivono nel dettaglio, il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, noto per le sue aggressioni verbali e l’incitamento alla pulizia etnica dei palestinesi e alla violenza contro chi difende i loro diritti, ha intimato Abraham e Szor ad “andarsene” da Israele, perché sono “una vergogna”: “Sono certo che i vostri amici, cioè i nostri nemici Hamas a Gaza, vi accoglieranno a braccia aperte”. Il Consiglio israeliano del cinema ha annunciato una revisione urgente dei criteri di valutazione dei festival internazionali che accolgono opere di autori israeliani, definendo Naza un “grave atto di diffamazione” contro l’Idf e condannando la Mostra del Cinema di aver fatto da palcoscenico all’operazione. Nelle sale, l’esordio di Naza ha contato 60.467 biglietti staccati, il triplo di Avengers End Game Extra. Il documentario surclassa gli altri titoli debuttando con oltre 450mila euro. E mancano ancora due giorni di programmazione.

Nel video l’estratto con intervista ai registi e il dibattito alla festa del Fatto con Francesca Albanese, Anna Foa, Maddalena Oliva e Riccardo Antoniucci.

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