Il mondo FQ

“Il tesseramento è un requisito indispensabile per la candidatura”: il parere di alcuni dei giuristi al Coni sul caso Malagò

Un passaggio quasi scontato alla luce di quanto emerso nelle ultime settimane, ma sarà interessante conoscere adesso le sfumature e le argomentazioni a riguardo per poi capire se si arriverà al commissariamento
“Il tesseramento è un requisito indispensabile per la candidatura”: il parere di alcuni dei giuristi al Coni sul caso Malagò
Icona dei commenti Commenti

“Il tesseramento è requisito indispensabile alla candidatura”. È questo in sintesi uno dei passaggi contenuti nei primi pareri pervenuti al Coni da alcuni dei saggi giuristi incaricati dal Comitato olimpico nazionale italiano sul caso del mancato tesseramento di Giovanni Malagò alla Figc, motivo per il quale la Federcalcio rischia di essere commissariata. È quanto riporta LaPresse da fonti calcistiche accreditate. I giuristi incaricati – come svelato stamattina su ilfattoquotidiano.it – sono Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti. Sempre secondo quanto riporta LaPresse, la Giunta straordinaria del Coni incaricata di prendere la decisione in base a tali pareri legali dovrebbe essere convocata tra il 6 e il 9 ottobre.

Un passaggio quasi scontato alla luce di quanto emerso nelle ultime settimane, ma sarà interessante conoscere adesso le sfumature e le argomentazioni a riguardo per poi capire se si arriverà al commissariamento e all’annullamento delle ultime elezioni (e di conseguenza ce ne saranno delle nuove) oppure se Malagò rimarrà al suo posto da presidente della Figc. La giunta dovrà quindi decidere se il mancato tesseramento costituisce una “grave violazione amministrativa” sufficiente al commissariamento, per cui spinge forte la politica e anche una parte dello stesso mondo del calcio che ha già rigettato Malagò.

Tutto – come raccontato da ilfattoquotidiano.it negli ultimi mesi – nasce dal ricorso presentato in campagna elettorale dall’avvocato ed ex calciatore della Lazio, Renato Miele, che aveva provato a candidarsi senza il sostegno delle componenti ed era stato escluso. L’azione in sé era infondata e infatti è stata bocciata dai tribunali, però tra i vari elementi portati all’attenzione dei giudici ce n’era uno potenzialmente dirompente. L’art. 29 dello statuto Figc spiega chiaramente che “possono essere eletti o nominati alle cariche previste dal presente Statuto e dalle norme da questo richiamate, se in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura”. Gli stessi principi informatori del Coni, a monte, indicano che è “sufficiente la vigenza di un tesseramento valido” al momento dell’assemblea. Un cavillo, ma norme alla mano sembra chiaro che per candidarsi alla Federazione bisogna essere tesserati. E Malagò non lo era, anche se gli uffici della Figc lo avevano ritenuto “candidabile“. Questo è un elemento che gioca a suo favore.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione