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Energia nucleare, Newcleo debutta in borsa alla vigilia del voto (in Senato) del disegno di legge delega

In attesa dell'ok definitivo alla norma, la società fondata da Stefano Buono al Nasdaq raccoglie 247 milioni di dollari lordi.
Energia nucleare, Newcleo debutta in borsa alla vigilia del voto (in Senato) del disegno di legge delega
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Andrà in aula al Senato mercoledì, 23 settembre, il disegno di legge delega sul nucleare, già approvato a giugno alla Camera. Secondo quanto emerge da fonti parlamentari e ministeriali, sono previsti prima i voti sugli emendamenti, quindi le dichiarazioni dei gruppi e, infine, il voto finale. L’ok definitivo alla norma dovrebbe arrivare nel primo pomeriggio. Il disegno di legge ha l’obiettivo di ridare all’Italia una normativa sul nucleare, per permettere la riapertura delle centrali, chiuse dopo il referendum del 1987. Il provvedimento dà al governo la delega per emanare decreti che disciplinino la materia e definisce i campi d’intervento dei futuri decreti governativi. Si va dalla disciplina per la costruzione e l’esercizio di impianti nucleari (SMR, ossia Small Modular Reactors, AMR, acronimo di Advanced Modular Reactorse e micro-reattori) alla produzione di idrogeno tramite energia nucleare, dalla gestione del combustibile esaurito alla sicurezza nucleare e alla riorganizzazione della governance, con il riordino delle funzioni degli enti competenti. Nel frattempo, proprio alla vigilia del voto, Newcleo – la società fondata e guidata da Stefano Buono – debutta sul Nasdaq dopo la business combination con la Spac NewHold (Leggi l’approfondimento).

Gli obiettivi del Governo Meloni (alle prese con la stangata sulle bollette)

La legge delega sul nucleare è lo strumento cardine con cui il Governo Meloni punta a portare l’Italia ad avere la prima centrale entro il 2035. Lo ha ribadito in queste ore il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine della 22ª edizione della convention ‘Energies and Sustainability Confartigianato High School’, a Cagliari, spiegando che conta di chiudere l’iter della legge entro fine anno. “Mi sono impegnato a presentare i decreti legislativi con i criteri per l’individuazione delle aree – ha spiegato il ministro -. Anche qui avranno un ruolo rilevante le Regioni, e un ruolo di proposta il sistema delle imprese e i gruppi di consumo”. D’altronde, Pichetto Fratin stima che “con il nucleare potremmo avere convenienza economica sulle bollette con un abbattimento del 30-40%, arrivando a sfiorare la Spagna” ha detto nei mesi scorsi il ministro che ora, alle prese con l’enorme problema delle bollette e del decreto convertito in legge ad aprile 2026, ma in gran parte rimasto inattuato a causa del blocco Commissione europea, ha sfidato Bruxelles. “Basta eterni negoziati, siamo disposti a rischiare una procedura di infrazione” ha dichiarato.

Newcleo arriva a Wall Street

Tornando al nucleare, il ministro ha anche ribadito che la legge delega non punta a far aprire delle grandi centrali, ma piccoli reattori “con una dislocazione molto diversa da quella delle centrali di prima e seconda generazione”. Ed è qui che entra in gioco la Newcleo di Stefano Buono, in prima linea nello sviluppo di reattori SMR e AMR con una tecnologia basata su reattori veloci refrigerati a piombo liquido (LFR) e non ad acqua. Questo significa che possono operare a pressione atmosferica e ad altissime temperature, senza il rischio di esplosioni dovute alla pressurizzazione dell’acqua. I reattori, inoltre, sarebbero alimentati da scorie nucleari rielaborate. Il piano è quello di usare il combustibile Mox (Mixed Oxide fuel), costituito da una miscela di ossido di uranio e ossido di plutonio e derivato dal riciclo delle scorie nucleari prodotte dalle vecchie centrali tradizionali. Di contro, ci sono alcuni punti critici: il piombo liquido ad alte temperature è estremamente corrosivo per i componenti del reattore, gli investimenti necessari sono enormi e le tempistiche lunghe. La società ha perfezionato l’operazione di quotazione in borsa dopo aver completato la fusione con la Spac NewHold Investment Corp. III (operazione che ha attribuito a Newcleo un valore pre-money di circa 2,4 miliardi di dollari) e raccolto 247 milioni di dollari lordi. “Newcleo intende utilizzare il capitale aggiuntivo per sostenere la propria crescita globale, completare e mettere in funzione il proprio dimostratore non nucleare da 10 megawattora in Italia, proseguire le interlocuzioni regolatorie e autorizzative con le autorità di sicurezza nucleare statunitensi e francesi e continuare a perseguire opportunità commerciali” spiega la società. Il dimostratore dovrebbe servire a testare la fluidodinamica e la sicurezza del piombo liquido a livello commerciale, ma il primo reattore commerciale da 30 MWe – secondo le ambizioni della società – potrebbe accendersi in Francia nel 2032.

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