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Caccia, corteo contro il ddl sparatutto a Milano. Costa: “Il governo Meloni vuole i voti dei bracconieri”

Grande manifestazione nel capoluogo lombardo contro la riforma sulla caccia voluta dal governo: in piazza associazioni e politici
Caccia, corteo contro il ddl sparatutto a Milano. Costa: “Il governo Meloni vuole i voti dei bracconieri”
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In piazza contro il disegno di legge sparatutto. Erano più di 3mila le persone che sabato scorso a Milano hanno protestato contro il ddl caccia selvaggia, il provvedimento voluto dal governo Meloni che trasformerà in maniera drastica la legislazione nazionale sulla tutela della fauna selvatica e dell’ecosistema italiano. Nel corteo, che ha iniziato il suo percorso ai Bastioni di Porta Venezia e che dopo un paio d’ore è giunto in piazza della Scala, erano presenti i rappresentanti di decine di associazioni indipendenti, tra cui: LEAL, Fronte Animalista, Oipa, AVI, LAC, GAIA. Il corteo si è fermato per ascoltare i discorsi di diversi presidenti di associazioni e di alcuni politici presenti in piazza. Tra questi l’ex ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, i deputati pentastellati Alessandro Caramiello e Carmen Di Lauro, e Davide Celli, il consigliere comunale di Bologna dei Verdi dimissionario e in rotta da tempo con la Giunta taglialberi del sindaco piddino Lepore.

“La voglia pazzesca che questa maggioranza ha nel distruggere la fauna selvatica è clamorosa. Hanno iniziato quattro anni fa inserendo nella legge di Bilancio la richiesta di utilizzare armi nei parchi urbani, quindi uccidere per divertimento”, ha spiegato Costa, l’unico ministro dell’Ambiente a schierarsi dalla parte degli animali nella storia della Repubblica, come quando si mise dalla parte degli orsi in Trentino. “Loro vogliono portare la modifica della legge della caccia a novembre in Aula per neutralizzare la tagliola nelle prossime settimane, dove li attende un milione di emendamenti, tutti tecnici, che abbiamo presentato noi, ed è la prima volta nella storia che accade”. Costa ha ricordato che l’intento del ministro Lollobrigida è quello di “prendere voti degli attuali bracconieri”, che grazie a loro “diventeranno cacciatori”. “Legittimano il bracconaggio con armi silenziate, di notte con i visori notturni, fuori dai periodi ordinari e con richiami vivi in numero spropositato. Si tratta della distruzione della biodiversità quando invece fummo noi, nella scorsa legislatura, ad aver inserito la tutela della biodiversità in Costituzione nell’articolo 9”.

Costa ha concluso sostenendo che l’opposizione pentastellata è disposta a bloccare l’Aula e chiede di mostrare la forza di chi si oppone al disegno di legge “intasando le caselle postali di tutti i membri del governo e di tutti i presidenti di commissioni e in particolare Lollobrigida, Pichetto Frattin e la Meloni”. Anche Celli, figlio del celebre etologo Giorgio, ha ricordato alle persone presenti come si stia demonizzando e rendendo pericolosa la finta presenza di animali selvatici, in modo da giustificare l’avvento di bracconieri sparatutto privi di limiti, come nel caso delle centinaia di gatti scomparsi in quelli che il consigliere animalista chiama “gli hot spot” in questo momenti attivi con decine di strane scomparse di felini a Belluno e in Valsamoggia, in provincia di Bologna. La manifestazione milanese si è svolta 24 ore prima dell’inizio ufficiale della stagione di caccia e una settimana prima di un altro corteo animalista che si terrà sempre a Milano, sabato 26 settembre, durante la celebre Fashion Week.

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