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Ultimo aggiornamento: 9:31

Virginia Libero ai riformisti del Pd: “Al fronte dovremmo andarci noi, figli degli ultimi. I giovani non vogliono imbracciare le armi”. Su La7

La segretaria dei Giovani Dem non arretra e dissente da Zoro, secondo cui "in Italia ha vinto Putin"
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I giovani in Italia non hanno nessuna intenzione di imbracciare le armi per andare a combattere una guerra per Trump, Putin o Netanyahu“. Lo afferma a Otto e mezzo (La7) la segretaria dei Giovani democratici, Virginia Libero, nel primo passaggio in tv dopo le polemiche sul suo intervento alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia.
Lilli Gruber le chiede se si aspettava le critiche dei riformisti del Pd. Le hanno ricordato, dice la conduttrice, che “i giovani partigiani che scelsero di partecipare alla Resistenza non disertarono”. A insorgere è Pier Luigi Bersani: “Ma non è vero, molti partigiani disertarono la Repubblica Sociale“.

Libero replica: “Intanto, tutta la solidarietà è arrivata non tanto a me quanto proprio all’organizzazione giovanile. Tendenzialmente tutte le critiche che ho ricevuto non sono state dai miei coetanei“. Si dice sorpresa che “un messaggio così banale e semplice” abbia “scosso così tanto le anime”. E sottolinea: “Che i giovani non vogliono impugnare le armi nelle guerre di guerrafondai in giro per il mondo che decidono da oligarchi che noi, figli degli ultimi, dobbiamo andare a combattere le loro guerre, forse è strano. Il quadro geopolitico è sempre più preoccupante ma la nostra generazione non ha mai spazio per esprimersi. E troppo spesso voi più grandi vi dimenticate che al fronte dovremmo andarci proprio noi“.

Libero aggiunge: “Noi nel Paese reale ci siamo, facciamo anche tutti i giorni campagne dal basso. Ci preoccupa tantissimo l’ipotesi che la presidente Meloni possa pensare di spendere il 5% del nostro Pil in armamenti quando i nostri diritti costituzionali sono sotto attacco ogni giorno”.
Gruber le chiede se nel Pd ci sia spazio per i pacifisti.
“Certo, il Pd è un partito pacifista“, risponde Libero. La linea, puntualizza, è quella di Elly Schlein su pace e giustizia sociale, posizione “non strumentalizzabile”. E chiede di non aspettare che i giovani debbano urlare da un palco, imbrattare un monumento, mettere il loro corpo su una barca per andare in Palestina per essere ascoltati: “Noi la politica la facciamo tutti i sacrosanti giorni. Abbiamo una linea, che è quella del Pd, anche rispetto alla questione della pace. Ma spazio per noi non ce n’è mai, la politica ci usa come oggetto e non come soggetto di discussione”.

Interviene Diego Bianchi. Il riferimento ai partigiani, dice, va tenuto insieme alla guerra in Ucraina: “Quella era una storia di resistenza e all’inizio del conflitto una persona di sinistra vedeva in quella storia lì la storia di altri partigiani. La storia pacifica di questo Paese parte anche da lì”.
E aggiunge: “Oggi siamo in una situazione completamente diversa. Non so chi stia vincendo in Ucraina, ma l’impressione che ho è che in Italia abbia vinto Putin, stando a televisioni, giornali, Parlamento, dibattiti”.
Virginia Libero non è d’accordo. Gruber, per il ritardo della trasmissione, chiude e le promette un altro invito.

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