“Ho sentito una canea addosso a questa ragazza che mi ha fatto girare… Io preferisco dei giovani come lei rispetto agli indifferenti o a quelli che si fanno il tatuaggio della svastica“. Così a Otto e mezzo (La7) Pier Luigi Bersani commenta la polemica che ha travolto la segretaria nazionale dei Giovani Democratici, Virginia Libero, anche lei ospite del talk show politico condotto da Lilli Gruber.
La scintilla è scattata alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia per le parole pronunciate da Libero sul palco (“Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori“). La frase ha spaccato il Pd: Giorgio Gori ha evocato la Resistenza e l’articolo 52 della Costituzione, Franco Bassanini ha parlato di obiettivo “chiaramente incostituzionale”. Sono arrivate critiche da Sandra Zampa, Filippo Sensi, Arturo Parisi, Carlo Calenda.
Bersani non si unisce al coro ma definisce il messaggio della giovane come un monito “alla destra ma anche a me e alla mia generazione”: “Non lasciateci nelle guerre, che già siamo sotto salario”. Poi corregge il lessico, non il senso: “Invece di diserzione, però, avrei detto “obiezione di coscienza”. Loro sono giovani, magari non lo sanno che noi già nel 72 e poi nel 98 abbiamo fatto due leggi sull’obiezione di coscienza. Se Virginia avesse detto “obiezione di coscienza”, la sua frase sarebbe stata perfettamente interpretabile”.
L’ex leader del Pd poi saluta affettuosamente Libero: “Ciao Virginia, non farti mettere sotto“. Ed estende il discorso alla guerra in Ucraina, invitando tutti a leggere l’arcivescovo Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi: “Credo che nessuno voglia scavalcare in pacifismo Pax Christi”.
Ricchiuti, ricorda Bersani, ritiene “moralmente accettabile” intervenire per salvare vite umane in uno Stato aggredito ed elenca strumenti necessari, come i sistemi di allarme e intercettazione dei missili e dei droni.
L’ex ministro sottolinea: “Io partirei da lì. Quando parliamo di difesa europea, cosa intendiamo? Lo sappiamo che l’Europa non ha un sistema di difesa antimissile e che se ci arriva un missile tocca chiamare Trump sperando che non ce l’abbia mandato lui?”.
Per Bersani, quindi, “difesa è una parola che comprende le armi di difesa”. Il punto, dice, è partire da questo riconoscimento e “ragionare tutti quanti intercettando questo sentimento che viene dalla nuova generazione e vedendo come lo si può portare a qualche elemento di concretezza”.