Egitto, sospesa la pagina satirica da 2 milioni di utenti che criticava il presidente al-Sisi con le parodie di Spongebob
La pagina Facebook Shakawa Qaa Al Hamoor (Lamentele degli abitanti di al-Hamour Bottom) non è al momento fruibile dai suoi iscritti, che ammontano a 1,8 milioni. “Un amministratore ha messo in pausa questo gruppo in data 23 agosto 2026. L’attività del gruppo riprenderà in data 22 ottobre 2026 alle ore 07:46”, si legge in una nota informativa. Il motivo della sospensione non è ancora ben chiaro, ovvero se sia legato ad una decisione autonoma di Meta oppure ad accertamenti che le autorità egiziane stanno svolgendo sui responsabili della pagina. Il quotidiano The National ha chiesto a Meta, ma non ha ricevuto commenti.
Di certo è grande la popolarità della piattaforma satirica che è diventata in modo fulmineo un luogo dove esprimere disappunto e critiche per le condizioni della nazione guidata dal presidente Abdel Fattah al-Sisi. L’idea è legata a Spongebob Squarepants, personaggio dei cartoni animati, creato negli Stati Uniti nel 1999. La casa di Spongebob si trova sotto il mare e prende il nome di Bikini Bottom, che in arabo diventa al-Hamour Bottom: un luogo fittizio, dove molti egiziani si sono sentiti liberi di segnalare le storture della società mentre rappresentavano studenti pesciolini molestati da rappresentanti della specie maschi e adulti, o il presidente al-Sisi come Mr. Krabs, uno dei personaggi principali del cartone animato originale. Krabs è un granchio di mare, fondatore e proprietario del fast food Krusty Krab, conosciuto soprattutto per la sua avidità; inoltre, Mr. Krabs è il datore di lavoro di Spongebob e Squidward Tentacles – Squiddi Tentacolo – nei cui confronti si rivela un capo tirchio e tendente allo sfruttamento. In altre parodie si mostrano due funzionari comunali circondati da cittadini esasperati, che si lamentano degli affitti troppo cari, le condizioni pessime della viabilità e il caro-prezzi di generi alimentari, molto comuni in Egitto.
Alcuni commentatori hanno avanzato il sospetto che dietro l’iniziativa ci potesse essere la mano della Fratellanza Musulmana, la più grande organizzazione sunnita internazionale che al Cairo, dal 2013, è stata messa al bando e indicata come organizzazione terroristica, proprio dopo la deposizione del presidente Mohamed Morsi da parte dell’allora generale al-Sisi. Questa ipotesi è stata rilanciata da Tamer Abdel Monaim, volto noto della televisione egiziana, che durante il suo programma ha detto che l’intento dell’iniziativa sul social network era di “seminare confusione” e divisioni in Egitto. Questa lettura è stata rifiutata dagli amministratori del gruppo che hanno diffuso un video dove smorzavano i toni rilanciando la pagina come luogo di divertimento. Paradossalmente, nelle scorse settimane era stato proprio il presidente al-Sisi ad evocare una maggiore libertà di espressione nella società e una riforma dei media più aperta. Inoltre, è stato attivato un sistema unificato per gestire i reclami dei cittadini, che raccoglie in media 200mila segnalazioni al mese; chi la ritiene una misura poco efficace denuncia il fatto che gli egiziani possono lamentarsi di questo o quel problema, ma non chiedere chi ne è responsabile.
I motivi per rendere gli egiziani scontenti non mancano: svalutazione della moneta, inflazione e instabilità del Medio Oriente hanno effetti diretti sugli abitanti, tanto che in estate le tariffe elettriche sono aumentate del 12%. Nel dibattito sulla pagina Lamentele degli abitanti di al-Hamour Bottom è entrata anche Rabab Kamal, scrittrice e conduttrice radiofonica molto nota in Egitto, che sulla sua pagina Facebook ha scritto: “Le risate che si sentono a Bikini Bottom non sono necessariamente segno di felicità. Le persone ridono perché le circostanze sono diventate così assurde che ridere sembra l’unica risposta possibile”.