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La Corte Suprema ferma Trump: salvo il voto per posta alle elezioni di midterm. Bocciata la linea del presidente

La sentenza pone fine a una serie di azioni legali dell’ultimo minuto proprio mentre le operazioni di voto sono già in corso. La decisione consente agli Stati di continuare a inviare le schede per posta secondo le stesse procedure utilizzate da anni, attraverso le quali è stato espresso quasi un terzo dei voti totali
La Corte Suprema ferma Trump: salvo il voto per posta alle elezioni di midterm. Bocciata la linea del presidente
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Uno schiaffo, pesantissimo, al presidente Usa Donald Trump: in uno dei casi più rilevanti affrontati negli ultimi anni, la Corte Suprema ha inferto una dura sconfitto al presidente americano sulle restrizioni che voleva imporre sul voto per posta, ponendo fine a una serie di azioni legali dell’ultimo minuto proprio mentre le operazioni di voto sono già in corso. La decisione consente agli Stati di continuare a inviare le schede per posta secondo le stesse procedure utilizzate da anni, attraverso le quali è stato espresso quasi un terzo dei voti totali. Solo due giudici conservatori, Samuel Alito e Clarence Thomas, hanno espresso parere contrario. Nella sua breve sentenza, la Corte ha affermato che è “improbabile che l’amministrazione abbia successo nel merito della sua contestazione” sulla procedura introdotta e bloccata da due tribunali inferiori per imporre agli Stati di compilare un elenco di tutti gli elettori che devono ricevere la scheda per posta. L’amministrazione Trump aveva presentato la proposta come una modifica “minore” ai regolamenti postali, volta a prevenire le presunte frodi. Tuttavia, per i due tribunali che l’hanno bocciata l’iniziativa era un’acquisizione di potere incostituzionale e che il Servizio postale non era nemmeno pienamente in grado di attuare.

Si è trattato di una netta sconfitta per Trump su una questione che il tycoon ha costantemente sottolineato come vitale per garantire l’integrità delle elezioni, nonostante non vi siano prove di frodi legate al voto per posta. La maggioranza della Corte Suprema non ha dettagliato le motivazioni della decisione, come è prassi per le pronunce su questioni urgenti. Due giudici, Samuel Alito e Clarence Thomas, hanno espresso pubblicamente il loro dissenso rispetto alla breve ordinanza. L’amministrazione Trump aveva chiesto alla Corte – ancora una volta al centro di un’accesa controversia politica – di dare il via libera alle restrizioni prima delle cruciali elezioni di novembre per il controllo del Congresso.

Nel suo parere dissenziente, Alito ha scritto che il Servizio Postale “dispone di ampia autorità per regolamentare il servizio postale” e ha probabilmente il potere di imporre le restrizioni volute da Trump. Il giudice Brett Kavanaugh ha concordato sul fatto che le restrizioni non dovessero entrare in vigore per le elezioni di metà mandato, ma ha indicato che potrebbe pronunciarsi a favore dell’amministrazione Trump qualora la questione dovesse tornare all’esame della Corte in futuro. I funzionari elettorali hanno dichiarato che non c’era alcun modo di attuare una revisione completa nelle settimane precedenti le elezioni di metà mandato. Di fatto, Alabama, Carolina del Nord e Wisconsin avevano iniziato a inviare le schede elettorali per posta agli elettori la scorsa settimana, mentre il nuovo sistema non era ancora operativo. Le iniziative dell’amministrazione avrebbero potuto avere effetti particolarmente destabilizzanti negli Stati che gestiscono il voto interamente per posta. Il Segretario di Stato di Washington, il democratico Steve Hobbs, ha affermato che la decisione consente di proseguire il lavoro “per garantire elezioni sicure, protette e accurate” senza dover “stravolgere le nostre procedure elettorali per soddisfare requisiti irrealistici relativi alle schede inviate per posta”.

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