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Intelligenza artificiale, i tre scenari di Anthropic. L’ipotesi estrema? Crescita economica e disuguaglianze mai viste nella storia

Pil in rialzo del 15,4 per cento all'anno. Ma tassi di disoccupazione peggiori di una recessione. E la frattura tra ricchi e poveri: la quota del lavoro sul reddito nazionale scende dal 60% al 45,2%, mentre il reddito da capitale aumenta di oltre l’80%
Intelligenza artificiale, i tre scenari di Anthropic. L’ipotesi estrema? Crescita economica e disuguaglianze mai viste nella storia
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Da un impatto quasi nulla ad una crescita economica mai vista nella storia dell’umanità. Secondo una ricerca condotta da Anthropic, sulla base di diversi scenari di sviluppo e diffusione dell’intelligenza artificiale, può accadere davvero di tutto entro il 2030. Secondo il ricercatore Jacob Coxon, della casa madre di Claude, perfino che “possa ucciderci tutti entro il decennio”. Anthropic, nel suo studio, si concentra su lavoro e crescita economica. Ecco uno stralcio significativo: “Nello scenario più modesto , è difficile osservare l’effetto dell’IA nei dati macroeconomici: il suo impatto economico è paragonabile a quello di Internet. Nello scenario più ampio , l’IA ha un impatto maggiore di Internet o della ferrovia. E nello scenario più estremo , l’IA guida una trasformazione economica senza precedenti, probabilmente grazie a sistemi di IA in grado di auto-migliorarsi in modo ricorsivo e a un tasso di adozione dell’IA più rapido”.

Il documento contiene una buona dose di marketing, con la possibilità per gli utenti di inserire le proprie previsioni nel modello, per stimarne le conseguenze. Non si tratta di previsioni con un tasso di probabilità, ma solo l’esplorazione di scenari possibili. La variabile decisiva per le conseguenze sulla società resta il tasso di adozione da parte di aziende e individui, dopo investimenti miliardari senza precedenti. “Se l’IA può fare cose straordinarie ma nessuno la usa, allora non avrà alcun impatto economico”, ha dichiarato Anton Korinek, che guida gli studi economici di Anthropic sull’IA trasformativa.

Lo scenario limitato e quello più concreto

Per tracciare le varianti del futuro, Anthropic si basa sul suo rapporto “Economic Scenarios for Transformative AI” (Scenari economici per l’IA trasformativa), del 2026, firmato da un team di ricercatori guidato da Anton Korinek. Uno strumento per ipotizzare l’evoluzione dell’economia, in base alla portata delle capacità dell’Intelligenza artificiale e a seconda della sua diffusione, nelle aziende e nella società. Nello scenario più limitato il Pil sale dell’1,6% rispetto. La crescita annua arriva al 2,4%, ma l’occupazione dei lavoratori della conoscenza si riduce di mezzo punto percentuale. La disoccupazione resta quasi invariata.

Nello scenario più concreto, invece, l’IA può svolgere metà del lavoro intellettuale entro il 2030, in gran parte in modo autonomo. Ma non sarà adottata dalle aziende in modo così diffuso e i compiti intellettuali saranno ancora svolti, per la maggior parte, senza l’Intelligenza artificiale. L’economia cresce al doppio del suo tasso normale, fino al 5,4%. Il pil salirebbe dell’8,3%. I salari dei lavoratori della conoscenza scendono leggermente, ma gli altri lavoratori beneficiano di aumenti quasi del 6%. L’occupazione cognitiva diminuisce del 3,9% e la disoccupazione tra gli impiegati sale al 4,5%.

Il caso estremo: cresce la disoccupazione, con una crescita mai vista. Ma la ricchezza si sposta ancora più dal lavoro al Capitale

Infine lo scenario più estremo, con lo sviluppo più avanzato degli agenti Ia e la loro diffusione su larga scala. In tal caso, la crescita economica vola del 15,4 per cento l’anno. Il Pil è più alto del 32,4 per cento, rispetto ad una società priva di IA: ogni 4 anni e mezzo l’economia raddoppierebbe. Una crescita mai vista nella storia umana. Tuttavia, con profonde disuguaglianze: l’occupazione nel campo della conoscenza crolla del 21,5 per cento, con la disoccupazione nel settore al 17,9%; sull’intera forza lavoro toccherebbe invece l’11,9%, peggio di una recessione. Gli stipendi d’ufficio si riducono dell’11,5%, gli altri salari aumentano del 33,6%. Il rischio è una frattura sociale tra ricchi e poveri: la quota del lavoro sul reddito nazionale scende dal 60% al 45,2%, mentre il reddito da capitale aumenta di oltre l’80%. Lo scenario più estremo è possibile solo con l’avanzamento dell’Ia, al punto da potersi auto-migliorare in modo costante. In tal caso, l’IA sarebbe più produttiva degli esseri umani nella stragrande maggioranza dei compiti riservati al lavoro intellettuale, anche in modo autonomo. Nessuna nuova occupazione mitigherebbe la perdita di lavoro nel campo della conoscenza.

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