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Morta la giovane turista investita da un’auto pirata a Napoli, la famiglia di Rebecca Pepe ha dato il consenso per la donazione degli organi

Il giovane, alla guida dell'auto, subito dopo l'impatto si era allontanato senza fermarsi e senza prestare soccorso. Si era poi costituito il giorno successivo. Un testimone aveva comunque fornito le immagini della sua dashcam
Morta la giovane turista investita da un’auto pirata a Napoli, la famiglia di Rebecca Pepe ha dato il consenso per la donazione degli organi
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È morta all’Ospedale del Mare Rebecca Pepe, la studentessa di 24 anni, originaria di Lecce, travolta nella tarda serata di venerdì in viale Dohrn, a Napoli. Era arrivata in città per una vacanza con alcuni amici. Dopo l’investimento era stata trasportata d’urgenza in ospedale, dove i medici ne hanno dichiarato la morte. La famiglia ha dato il consenso all’avvio dell’iter per la donazione degli organi. La posizione del 19enne che era alla guida dell’automobile si aggrava dunque ulteriormente. Il giovane, subito dopo l’impatto, si era allontanato senza fermarsi e senza prestare soccorso. Si era poi costituito il giorno successivo.

La 24enne stava attraversando viale Dohrn dal lato del mare verso la Villa comunale. Era arrivata circa al centro della carreggiata quando era stata investita da un’automobile che percorreva la strada nella stessa direzione, verso piazza della Repubblica. Dopo l’urto, il conducente non si era fermato. La ragazza era rimasta a terra mentre l’auto si allontanava. A soccorrerla erano stati i sanitari del 118, intervenuti poco dopo e poi impegnati nel trasferimento d’urgenza all’Ospedale del Mare.

Nel frattempo erano scattate le indagini della polizia municipale. Gli agenti dell’Infortunistica stradale avevano effettuato i rilievi sul luogo dell’incidente, raccolto le testimonianze e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. L’obiettivo era individuare il veicolo che aveva investito la giovane e ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.

Un elemento importante era arrivato anche da un testimone. L’uomo si trovava nella corsia opposta, fermo a bordo della propria automobile, e aveva assistito alla scena. Agli investigatori aveva consegnato i fotogrammi registrati dalla dashcam della sua vettura, fornendo così immagini utili agli accertamenti. Il giorno dopo il 19enne si era presentato alla polizia.

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