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La produzione industriale ferma a luglio ed è stagnante da inizio anno: i dati Istat

Incrementi per energia elettrica e gas, come anche il settore farmaceutico. Male l'industria tessile e il settore di riparazione e istallazione di macchine e apparecchiature
La produzione industriale ferma a luglio ed è stagnante da inizio anno: i dati Istat
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Totalmente ferma a luglio rispetto allo stesso mese del 2025, stagnante nei primi sette mesi del 2026 se paragonata allo stesso periodo dell’anno precedente. La produzione industriale è ancora nel pantano, come dimostrano i dati Istat. Al netto degli effetti del calendario, a luglio la produzione è rimasta invariata rispetto all’anno. E nel periodo gennaio-luglio si registra un aumento dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Risulta in debole flessione l’andamento congiunturale complessivo nella media del periodo maggio-luglio (-0,1%).

Nel mese, l’indice destagionalizzato mostra un calo congiunturale nel mese solo per l’energia (-0,9%) mentre si osservano aumenti per i beni di consumo (+2,1%), i beni intermedi (+0,5%) e i beni strumentali (+0,2%). Su base tendenziale, al netto degli effetti di calendario, si registra un incremento solo per l’energia (+6,4%) mentre variazioni negative si osservano per beni strumentali (-0,1%), i beni intermedi (-0,8%) e i beni di consumo (-1,2%). I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali più elevati sono la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+7,6%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+7,4%) e la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione (+2,4%). Le flessioni più ampie si rilevano nelle altre industrie manifatturiere: riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-4,6%), nella fabbricazione di prodotti chimici (-3,4%) e nella fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-2,8%).

La produzione resta positiva in chiave annuale rispetto al 2025 (+0,4%) con il comparto riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature che segnano un -4,6% come le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori. La migliore performance è registrata dalla fabbricazione dei mezzi di trasporto (+8,7%): un dato, quest’ultimo, che è fortemente positivo poiché il 2025 è stato l’anno peggiore negli ultimi 70 per il settore automotive. Il balzo, dunque, non deve far pensare a una ripresa sostanziosa con il comparto che resta sotto pressione e su livelli produttivi pari a quelli del 2020, l’anno del Covid. Bene i prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici che segnano un +3,9% mentre la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria segna nei sette mesi un +2,2%.

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