Il mondo FQ

“Il caso tesseramento ha dell’incredibile, casualmente vale solo ad personam. Mi aspettavo ci si fermasse dopo la prima, seconda, terza volta”: così Malagò

Il presidente della Figc è tornato sulla sua incandidabilità in Federcalcio dopo che due giorni fa la procura generale dello sport ha respinto la richiesta di archiviazione: "Non è un cavillo, ma una dinamica interpretativa"
“Il caso tesseramento ha dell’incredibile, casualmente vale solo ad personam. Mi aspettavo ci si fermasse dopo la prima, seconda, terza volta”: così Malagò
Icona dei commenti Commenti

“Il caso tesseramento? Ha dell’incredibile”. Così il presidente della Figc Giovanni Malagò è tornato sulla sua incandidabilità in Federcalcio a causa del mancato tesseramento in federazione. Lo ha fatto a margine di un panel sui grandi eventi a Roma, chiarendo che non si tratta di un cavillo, ma di “una dinamica interpretativa”, che “guarda caso”, “vale solo ad personam”, ha spiegato il presidente della Figc. Il tutto a distanza di due giorni da quando il procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer, ha respinto la richiesta di archiviazione da parte della Figc sul suo mancato tesseramento: per essere eletto presidente della FederCalcio doveva prima esserne iscritto. E non lo era.

“Se mi aspettavo così tanta politica nel calcio? Onestamente me lo aspettavo, però pensavo che dopo la prima, la seconda e la terza volta uno si fermasse, invece evidentemente c’è per certi versi una forma di affettuosa ossessione – ha aggiunto -. Questa non è una cosa che fa piacere, ma è un dato di fatto sul quale certamente sono molto sereno“. A chi gli chiede se questa vicenda possa danneggiare il dossier della Figc per Euro 2032, Malagò ha replicato che “questa è una domanda giornalisticamente intelligente. Se rispondo no, non sarei sincero, se rispondo sì sbaglierei perché non devo dare preoccupazioni”.

Un inizio che per varie vicissitudini è stato complicato per Malagò: dal caso Maldini-Leonardo-Pirlo alla sua incandidabilità, sono state settimane complicate per il presidente Figc, che ammette: “Sì, onestamente sì, mi aspettavo fosse difficile. Siamo abituati alle difficoltà da tutta la vita. Penso che però ci sono state anche cose importanti e belle. Vedo una squadra tecnica in cui c’è entusiasmo formidabile, vedo complicità, sinergie tra Roberto Mancini, Claudio Ranieri, Gianfranco Zola e tutta la squadra del Club Italia, poi vediamo anche cosa si fa sul campo – ha concluso -. Vedo che nelle persone che lavorano in federazione c’è grande disponibilità a collaborare al nuovo corso, progettualità su Euro 2032 con l’Uefa. Per fortuna non ci sono solo cose esterne che, diciamo, non fanno parte proprio del mondo del calcio“.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione