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Rifiuti verso Thailandia e Turchia: sequestro preventivo per oltre 3,4 milioni di euro

Salerno - Ricicla Campania e Cermental le principali società indagate. Bloccati a rischio confisca anche 71 conti correnti, 8 camion, oltre ad alcuni automezzi e impianti. 11 persone rischiano misure cautelari
Rifiuti verso Thailandia e Turchia: sequestro preventivo per oltre 3,4 milioni di euro
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Gestivano illecitamente rifiuti urbani ingombranti, imballaggi misti, rottami ferrosi, pneumatici fuori uso e guarnizioni in plastica; molti di questi residui venivano addirittura esportati in Thailandia e Turchia. Il giro d’affari stimato dalle autorità sarebbe di oltre 3,4 milioni di euro.

Un sistema collaudato di traffico illecito di rifiuti e furto aggravato di ingenti quantità di materiale ferroso, rubato prevalentemente presso cantieri della Rete ferroviaria Italiana, che interessava diverse regioni italiane oltre a paesi europei ed extraeuropei: sulla base di queste motivazioni la Dda ha chiesto – e ottenuto – al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno un provvedimento di sequestro preventivo di beni per 3,5 milioni di euro nei confronti di diversi imprenditori, eseguito poi dai carabinieri del gruppo per la Tutela dell’ambiente e della sicurezza energetica di Napoli, insieme ai comandi provinciali, nelle province di Salerno, Napoli, Bari, Potenza, L’Aquila, Latina e Frosinone. L’inchiesta era stata avviata nel settembre 2022 dal Nucleo operativo ecologico (Noe) di Salerno.

Al centro delle indagine c’è, prima di tutto, la Ricicla Campania, società con sede legale a San Giuseppe Vesuviano (Napoli) e sede operativa ad Albanella (Salerno). Secondo gli inquirenti, si sarebbe resa protagonista di una vasta operazione di esportazione di scarti e materiali dismessi tramite documentazione falsificata e irregolare. Accanto ad essa indagata anche la società Cermetal, che secondo la procura avrebbe acquistato in nero rifiuti ferrosi da parte della stessa Ricicla Campania tramite una serie di società prestanome. In particolare, le indagini avrebbero accertato l’esportazione in Turchia di oltre 5,1 milioni di chili di rottami ferrosi falsamente certificati come materiale End of Waste (materiali pronti per essere riciclati e diventare un nuovo prodotto).

Come detto, gli inquirenti avrebbero quantificato il profitto illecito delle società in circa 3,4 milioni di euro: da qui il sequestro preventivo dei beni, di 71 conti correnti, di 8 camion oltre a quello di alcuni automezzi e impianti di alcune società coinvolte. Sono inoltre 11 persone che rischiano misure cautelari personali e per questo sono state invitate a rendere interrogatorio preventivo.

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