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Inarrivabile, irresistibile, irrinunciabile. C’è Garlasco in tv

L'analisi - La nostra esosa richiesta di curiosare intorno al corpo di questa poveretta maciulla ogni brandello della sua intimità fino a far divenire Chiara terreno di caccia della nostra insopportabile voglia di sangue
Inarrivabile, irresistibile, irrinunciabile. C’è Garlasco in tv
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È Chiara Poggi, giovane e custodita ragazza dell’entroterra pavese, insieme al fidanzato in carcere e all’altro uomo della sua drammatica e infelice esistenza, il caso di coscienza collettivo davvero memorabile, l’oggetto di elucubrazioni, ammissioni, confessioni, ritorsioni sputacchiate in diretta televisiva come si conviene a un reality nel quale è sprofondata Garlasco. Accuse accidiose, fendenti velenosi tra gli esperti del sangue versato, i tutori di questa macchina omicida, insieme alla nascita una nuova classe professionale: i giornalisti che si occupano di ogni centimetro quadrato della vicenda. Lo fanno da anni, divisi in pro e contro, favorevoli o contrari a Stasi, insultandosi tranquillamente, serenamente.

Garlasco, il paese di Chiara, e i due maschi, Stasi e Sempio, qui è il cognome che segna i confini dell’accusa e della difesa, divengono così birilli per un gioco di società che anima ogni sera la televisione e le cucine degli italiani. Chi sarà l’omicida? Stasi o Sempio?

La nostra esosa richiesta di curiosare intorno al corpo di questa poveretta maciulla ogni brandello della sua intimità fino a far divenire Chiara terreno di caccia della nostra insopportabile voglia di sangue. Il sangue di Chiara. Naturalmente raccontato, filmato, o esaminato.

Garlasco non è più un processo penale, ma una storia televisiva che non vede fine, che cerca, a ogni piè sospinto, di allungare la sua tragedia e di rendere così irresistibile il dolore da procurarci l’attesa di un altro colpo di scena, e di un altro, e di un altro ancora.

Non c’è di meglio, per questa stagione di austerity economica, che rifugiarsi nella cronaca nera e procedere all’indietro nel tempo, vivisezionando davanti alla tv ogni spigolo di quella storia nei nostri tristi dopocena.

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