“Eccoci nell’Aula di Palazzo Madama con il paradosso di una legge elettorale trattata come un decreto legge, con una data prestabilita dalla maggioranza per il suo esame, come se fosse un decreto urgente, quando invece si tratta di una legge di sistema che determina gli equilibri della democrazia. Il Senato è costretto a una corsa contro il tempo su questo provvedimento, anziché occuparsi di caro benzina, inflazione e stipendi bassi”. Inizia così l’intervento della Senatrice 5 Stelle Alessandra Maiorino durante la discussione sulla nuova legge elettorale voluta dal centrodestra.
“Questa corsa ci viene imposta perché la maggioranza ha pochi giorni per non violare formalmente i dettami della Commissione di Venezia, che suggerisce di non modificare le regole del gioco nell’ultimo anno di legislatura. Ma sappiamo benissimo che la legislatura potrebbe chiudersi in primavera, e in tal caso saremmo già oggi apertamente fuori da quei parametri di igiene istituzionale” ha spiegato Maiorino.
“Come se non bastasse – continua – per sapere di che legge elettorale stiamo parlando, dobbiamo andare in via della Scrofa, dove fra alcuni minuti si riunirà per l’ennesima volta la maggioranza nel panico da Vannacci e che litiga da mesi perché ognuno pensa a come acconciarsi la legge elettorale per le proprie esigenze. Quel che è certo è che si tratta di un premierato mascherato, incostituzionale dall’inizio alla fine. L’indicazione del premier è palesemente una violazione delle prerogative del presidente della Repubblica. Il premio di maggioranza prevede un blocco di nominati che passano sopra gli altri candidati e entrano in Parlamento senza legittimazione diretta dei cittadini. La super potatura dei cosiddetti ‘cespugli’ (i partiti che non superano il 3%, ndr) è un’altra distorsione che palesemente avete pensato per provare a tenervi attaccati al potere, non facendo vincere chi arriva primo con una coalizione che può comprendere forze più piccole”.
Per Stefano Patuanelli “il meccanismo che esclude dal conteggio parte dei voti delle liste sotto soglia può penalizzare una coalizione che, complessivamente, ha raccolto più consensi dell’altra. È una distorsione della volontà popolare”. E sulle preferenze “la propaganda è ancora più evidente: nel testo arrivato dalla Camera non ci sono. E con il sistema annunciato, tra capilista bloccati e listini del premio, la scelta effettiva dei cittadini resterebbe residuale. Un candidato potrebbe raccogliere moltissime preferenze e rimanere fuori perché l’unico seggio conquistato dal suo partito andrebbe al capolista bloccato. Promettere agli italiani che potranno scegliere i propri rappresentanti, quando la precedenza resta ai nominati, significa prenderli in giro. Questa riforma è politicamente sbagliata, presenta a nostro giudizio gravi profili di incostituzionalità e deve essere fermata”.