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La Chiesa di Padova “mette radici” nei Colli Euganei: nasce il vino di Villa Maggioni

Una tenuta di 12 ettari a Torreglia diventerà una nuova realtà vitivinicola: cinque ettari di vigneto, 200 nuovi olivi e il recupero di una dimora ottocentesca. A seguire il progetto sarà anche Riccardo Cotarella.
La Chiesa di Padova “mette radici” nei Colli Euganei: nasce il vino di Villa Maggioni
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La Chiesa di Padova mette radici nei Colli Euganei, e lo fa con un progetto che punta a riportare vigneti e olivi in una tenuta di 12 ettari a Torreglia, nel Padovano. Si chiama “Villa Maggioni” il progetto vitivinicolo presentato oggi dall’Istituto diocesano per il sostentamento del clero della Chiesa di Padova, che ha acquistato la tenuta nel 2023 e ha già avviato i lavori di riqualificazione. L’obiettivo è trasformare il complesso in una nuova realtà agricola e vitivinicola, senza però limitarsi alla produzione di vino. Il progetto prevede il recupero della dimora ottocentesca, la trasformazione dei rustici in cantina e bottaia, la piantumazione di 200 nuovi olivi e la realizzazione di cinque ettari di vigneto in area Doc “Colli Euganei”.

“Il nostro intento – ha sottolineato il presidente dell’Istituto diocesano, don Paolo Rizzato – non è aggiungere un’esperienza di produzione di vino alle molte aziende che già operano in modo eccellente in questo settore, ma offrire ai nostri colli Euganei e alle comunità che li abitano una stimolante prospettiva valorizzando un luogo di memoria geologica, storica, culturale, dove l’agricoltura e il genio umano hanno saputo raccogliere la forza delle natura e arricchire la sua bellezza”. Insomma, più che una semplice nuova cantina, il progetto punta a ridare vita a un pezzo di territorio. Il direttore dell’Istituto, Marco Pastorello, lo ha definito “un’operazione di rigenerazione territoriale integrata, capace di unire la salvaguardia del patrimonio storico-architettonico alla riattivazione di una filiera agricola di eccellenza”.

A occuparsi dello sviluppo del progetto e della selezione dei vitigni sarà Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi. E proprio sul rapporto con il territorio ha invitato a non avere troppe ambizioni da “inventori”. “Non dobbiamo inventare i colli Euganei – ha sottolineato -. Sarebbe presuntuoso anche solo pensarlo. Dobbiamo semmai provare a leggere alcune delle loro pagine che forse non sono state ancora scritte fino in fondo”. Alla presentazione è intervenuto anche il vescovo di Padova, Claudio Cipolla, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa al di là della produzione agricola. “L’amore per la terra – ha affermato – e anche il contributo di ingegno e di creatività dato dagli operatori e dalle persone competenti, affinché il nostro territorio migliori e sia sempre più adeguato, rappresentano un contributo al territorio, ma anche alla politica e a un modo di pensare, custodire e preparare il futuro”.

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