Il mondo FQ

La Serie A viaggia a due velocità: Inter e Roma vanno a mille, Juventus e Milan sembrano giocare un altro noiosissimo campionato

La parola chiave è ritmo. Chivu, Gasperini e Fabregas stanno dimostrando di voler praticare un calcio a sempre maggior intensità, mentre Spalletti e Amorim sono impantanati in una rivoluzione tecnico-tattica
La Serie A viaggia a due velocità: Inter e Roma vanno a mille, Juventus e Milan sembrano giocare un altro noiosissimo campionato
Icona dei commenti Commenti

Guardando InterNapoli e RomaAtalanta sabato sera, e poi il terribile posticipo domenicale tra JuventusMilan, più di qualcuno avrà pensato di trovarsi davanti non a due campionati, ma quasi a due sport differenti. Tanto spettacolari, esaltanti, moderne le partite che hanno lanciato in vetta alla classifica nerazzurri e giallorossi in quello che potrebbe davvero essere il duello scudetto di quest’anno, quanto lento e noioso l’ultimo big match, tale ormai soltanto per tradizione.

Per carità, non si possono trarre conclusioni da una singola gara: ci sono troppe variabili come avversari, posta in palio (in realtà molto simili, si trattava in entrambi i casi di scontri diretti pesanti), ogni partita fa storia a sé. Eppure la differenza è stata chiara. Da una parte c’erano due squadre che sapevano esattamente cosa fare, e soprattutto lo facevano a mille all’ora, tanto da riuscire a schiantare per sfinimento gli avversari all’ultimo secondo, al netto degli episodi e di una buona dose di fortuna che ha determinato il punteggio. Dall’altra, invece, al di là del pareggio alla fine anche meritato, in egual misura Spalletti e Amorim hanno mostrato di essere ancora impantanati nel guado di una rivoluzione tecnicotattica di cui non si conosce l’esito: due formazioni lunghe, sfilacciate, incapaci di portare il pressing e di accompagnare con tanti uomini l’azione offensiva. Infatti nonostante lo stesso metro arbitrale molto permissivo (la famosa “linea Orsato” che tanto sta facendo discutere), e un tempo di gioco effettivo in linea con le altre (sempre intorno ai 56 minuti), la partita sembrava non scorrere mai, tale era la noia.

La parola chiave è ritmo. Inter e Roma (ma mettiamoci dentro anche il Como di Fabregas) stanno dimostrando di voler praticare un calcio a sempre maggior intensità, che poi è la direzione in cui si muove da tempo il resto del mondo, ed è un bene che qualcuno finalmente la segua con convinzione anche in Italia. È la principale innovazione che Chivu ha apportato all’impianto di Simone Inzaghi, mentre Gasperini non è una sorpresa, lo fa praticamente da sempre. A ben vedere, è la stessa logica che ha improntato anche il mercato di entrambe le squadre. Criticato (soprattutto dai tifosi) perché è mancato il colpo finale ad effetto. È vero, alla Roma non è arrivato l’esterno d’attacco che chiedeva il mister, e che servirà quando Dybala comincerà ad avere i soliti acciacchi (succederà). Ai nerazzurri manca sempre quel giocatore di fantasia in grado di saltare l’uomo. Però sono arrivati tanti ricambi, funzionali e di qualità, che consentono ai due tecnici di mantenere sempre alto il ritmo, senza cali di intensità e quindi di qualità.

È così che Inter e Roma hanno fatto la differenza contro Napoli e Atalanta. Chivu l’ha ribaltata buttando dentro Thuram, Chalanoglu, Curtis Jones, Carlos Augusto, Bonny, praticamente un’altra squadra titolare. Gasperini nel momento di maggior difficoltà ha cambiato due difensori, cosa che non avrebbe potuto fare lo scorso anno: una mossa apparentemente incomprensibile sotto nel punteggio, ma proprio l’energia di Balerdi e Ghilardi ha consentito ai giallorossi di rovesciare l’inerzia e schiacciare gli avversari nella loro metà campo. Perché nel 2026 le partite si vincono anche e soprattutto così: andando forte. E chi invece va piano, di testa e di gambe, resta indietro. Non solo in classifica.

X: @lVendemiale

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione