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Un tatuaggio per il pollo gratis a vita: la “trovata” di KFC ha convinto 200 persone. Le associazioni dei consumatori: “Fare verifiche”

Bologna - Chi si è fatto "marchiare" con il logo dell'azienda ha ottenuto una fornitura a vita di pollo fritto dal fast food americano. Liste d'attesa chiuse ad appena mezz'ora dall'apertura della fiera. Dopo i controlli tutto è risultato regolare
Un tatuaggio per il pollo gratis a vita: la “trovata” di KFC ha convinto 200 persone. Le associazioni dei consumatori: “Fare verifiche”
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A Modena, per avere pollo fritto gratis, c’è chi ha scelto di tatuarsi il marchio di una catena di fast food sulla pelle. È successo durante Modena Nerd, dove lo stand di KFC proponeva uno scambio destinato a far discutere: un tatuaggio con il logo dell’azienda in cambio, una volta ogni dieci giorni, di una fornitura a vita di pollo fritto gratuito nei ristoranti di Modena, Reggio Emilia e Parma. In due giorni sono state circa 200 le persone che hanno aderito all’iniziativa. Un dato che racconta la curiosità suscitata dalla proposta, ma che lascia sullo sfondo una domanda meno legata al marketing e più al rapporto tra consumatori e marchi: quanto può valere, per un cliente, la scelta di trasformare il proprio corpo in uno spazio pubblicitario permanente?

L’iniziativa – raccontata dal Resto del Carlino di Modena – non era però arrivata alla fiera senza discussioni. Federconsumatori Modena e Federconsumatori nazionale avevano chiesto al Comune e all’Usl di non consentire la pratica, sollevando dubbi soprattutto sulle autorizzazioni igienico-sanitarie necessarie per svolgere attività di tatuaggio all’interno della manifestazione. Le associazioni avevano richiamato anche quanto accaduto nell’edizione precedente, quando, secondo la loro ricostruzione, non sarebbero state effettuate le verifiche necessarie sulla documentazione sanitaria.

Questa volta, però, il Comune di Modena ha chiarito che la situazione era stata verificata prima dell’apertura della fiera. I due tatuatori presenti nello stand KFC avevano infatti presentato la Scia, la Segnalazione certificata di inizio attività, insieme alla documentazione necessaria per esercitare regolarmente la professione durante la manifestazione. Sul piano pratico, dunque, l’iniziativa si è svolta regolarmente. Durante la manifestazione sono state circa 200 le persone che hanno deciso di accettare lo scambio. Tra loro anche una persona che ha spiegato al quotidiano emiliano: È stato doloroso, ma ne varrà la pena”.

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