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Afd trionfa in Sassonia-Anhalt, Merz: “Siamo scioccati, è la sconfitta più devastante della Cdu da decenni. Ma non mi dimetto”

"Ciò avrà ovviamente delle conseguenze, tra due settimane ci saranno altre due elezioni e dovremo nuovamente analizzare i risultati", ha commentato il cancelliere tedesco. Ma esclude passi indietro in vista delle elezioni federali del 2029
Afd trionfa in Sassonia-Anhalt, Merz: “Siamo scioccati, è la sconfitta più devastante della Cdu da decenni. Ma non mi dimetto”
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Friedrich Merz si dice “scioccato” dopo la travolgente vittoria di Alternative für Deutschland alle elezioni in Sassonia-Anhalt. Un successo annunciato ma che, messo nero su bianco, sbatte in faccia alla famiglia Cristiano-Democratica la realtà: l’estrema destra è tornata nel Paese e aspira a governare, non solo a livello locale. Nonostante i sondaggi della vigilia fossero infausti, il cancelliere tedesco dichiara che “non ci aspettavamo un risultato del genere ma dobbiamo accettarlo, queste sono le regole della nostra democrazia. Con gli eventi di ieri non è cambiato qualcosa solo in Sassonia-Anhalt, ma in tutta la Germania e questo risultato avrà ripercussioni anche a livello internazionale“. Guardando al suo partito, il capo del governo di Berlino ha poi dovuto ammettere che proprio sotto la sua guida si è concretizzata “la sconfitta elettorale più devastante che la Cdu abbia mai subito da anni, persino da decenni. Ciò avrà ovviamente delle conseguenze, tra due settimane ci saranno altre due elezioni e dovremo nuovamente analizzare i risultati”.

È proprio questo il punto. Il voto in Sassonia-Anhalt non è un caso isolato in un panorama politico ancora legato ai partiti tradizionali come Cdu, Spd, Verdi o anche Linke. Queste elezioni rischiano di rappresentare lo sparo che dà inizio a una corsa del partito neonazista pronto ad allargarsi in tutto l’Est del Paese e non solo, infilandosi nella storica sfida tra Cdu e Spd per il governo federale. “Ho molti pensieri ma non sulle elezioni del 2029 – ha però chiarito il cancelliere rispondendo a una domanda che ipotizzava sue dimissioni – Arrendersi per me non è un’opzione. Dobbiamo migliorare tutti insieme, con dedizione, empatia, ed emozioni”.

Merz ha continuato sostenendo che la vittoria di AfD rappresenta un successo non solo per il partito estremista, ma anche per altri Paesi che mirano a stravolgere gli equilibri politici tedeschi e, quindi, europei: “Qualcuno sta gioendo di questo risultato” anche perché si è tentato “di destabilizzare il Paese” in vista delle elezioni. Il riferimento sembra essere alla Russia, più volte accusata da diversi partiti e governi europei di voler influenzare le elezioni nei Paesi del Vecchio Continente. Un obiettivo che, comunque, Merz ritiene impossibile da raggiungere grazie a “una Costituzione forte, disponiamo di tutti gli strumenti per difenderla contro un governo regionale di estrema destra, ma il nostro sistema partitico sta subendo uno sconvolgimento. Questo scuote il nostro partito nelle fondamenta”. Ma sulla tenuta democratica del Paese si sente di rassicurare i partner internazionali: “Il governo farà in modo che la Costituzione si imponga. Lo dico anche per i nostri partner internazionali. Sappiamo che per la nostra storia la Germania ha una responsabilità particolare. Manterremo l’ordine politico e l’ancoraggio in Europa”.

Riflessione che, oltre al mea culpa, richiede un’analisi della sconfitta che, secondo il cancelliere, è dovuta anche al fatto che la Cdu non è riuscita a “stabilire un contatto emotivo con la gente. Ce la possiamo fare solo se parleremo apertamente dei problemi all’interno della dirigenza”. Il punto da cui ripartire, conclude, sono le riforme: “So che la mia persona è stato un tema permanente. Le riforme saranno ancora un tema permanente. Il nostro Paese ha bisogno di riforme sostanziali. Si tratta delle chance dei nostri figli e dei nostri nipoti”.

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