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“Israele bombarda ogni giorno il sud del Libano. A Tiro la gente resta e assiste”

Continua il racconto di Benedetta Scuderi, europarlamentare Avs, inviata nella missione Occhi in Libano: "Temono di diventare la nuova Gaza. L’Idf sta radendo al suolo tutti i villaggi per renderli inabitabili: è pulizia etnica"
“Israele bombarda ogni giorno il sud del Libano. A Tiro la gente resta e assiste”
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Ospito il secondo reportage (qui il primo) di Benedetta Scuderi dal sud del Libano, dove non c’è tregua.

MG

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di Benedetta Scuderi – Europarlamentare di Alleanza Verdi Sinistra

Con la missione “Occhi in Libano”, promossa da Alleanza Verdi e Sinistra e Assopace Palestina, siamo state a Tiro, a pochi chilometri dalla zona attualmente occupata da Israele, dove continuano a cadere le bombe. Nonostante il cessate il fuoco, Israele continua a bombardare ogni giorno il sud del Libano, Tiro stessa è stata duramente colpita dagli attacchi dei mesi passati, con una violenza mai vista prima. In generale, secondo il Ministero della Salute libanese, dal 2023 i morti in tutto il Libano sono stati almeno 10.000. Edifici civili distrutti, decine di migliaia di persone che hanno perso le loro case, chi vive o ha trascorso dei periodi vivendo in macchina. Tantissimi danni e tantissimi morti. La gente resta qui e assiste alla distruzione, ci dicono.

Anche il sindaco di Tiro afferma che una parte della sua casa è stata toccata dai bombardamenti, gli abitanti della zona raccontano di gravi violazioni del diritto internazionale. Eppure la missione Unifil, l’unico soggetto internazionale che opera qui, che può testimoniare quello che avviene sul campo e che promuove anche lo sviluppo delle comunità, terminerà a dicembre e non si sa ancora cosa succederà dopo. Le persone temono che in assenza di un osservatore internazionale, Israele possa inasprire ancora di più la sua azione. Alcuni civili ci hanno detto di aver paura che il sud del Libano diventi la nuova Gaza.

Quello che sta avvenendo si presenta come un tentativo di pulizia etnica. È un’occupazione diretta, ma anche indiretta e attuata attraverso mezzi politici ed economici. L’obiettivo di Israele è quello di controllare le regioni che si affacciano sul territorio palestinese. Dai racconti emerge che l’esercito israeliano sta radendo al suolo tutti i villaggi per renderli inabitabili, prendendo di mira i luoghi di culto, devastando e saccheggiando i campi.

Come comunità internazionale e come Europa abbiamo il dovere di fermare le violazioni che Israele sta continuando a perpetrare in vari Paesi. Gli strumenti ci sono: tra tutti, interrompere rapporti come l’Accordo di associazione con l’Ue, sanzionare il governo Netanyahu, chiedere negoziazioni giuste per il popolo libanese, affinché possa rimanere nelle proprie case e nelle proprie terre. Bisogna soprattutto ridare forza alle Nazioni Unite e alle missioni come Unifil, che deve rimanere osservatore internazionale imparziale; occorre creare delle strutture che possano veramente lavorare alla creazione di vere condizioni di pace ed al loro mantenimento.

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