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F1, Briatore attacca dopo il caso del Gp di Monaco: “Giudice ha rapporto con la McLaren, ho una foto”. La replica: “Accuse gravissime”

Lo scorso 7 giugno il podio aveva premiato Hadjar, favorito dalla penalizzazione di 5" data a Gasly per eccesso di velocità in pit-lane. Il provvedimento era stato poi revocato, restituendo al pilota Alpine la terza posizione. Ora la Fia ha riaperto il caso dopo i ricorsi di McLaren e Red Bull
F1, Briatore attacca dopo il caso del Gp di Monaco: “Giudice ha rapporto con la McLaren, ho una foto”. La replica: “Accuse gravissime”
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Il caso Gasly a Monaco, con il podio tolto al francese e ridato ad Hadjar dopo gli appelli presentati da McLaren e Red Bull, tiene banco anche a Monza, con un vero e proprio botta e risposta tra il team principale dell’Alpine Flavio Briatore e quello della McLaren Andrea Stella e con la presa di posizione della Fia 24 ore dopo. “Innanzitutto c’era già stata una decisione a Monaco delle stesse persone. Accettiamo il verdetto, ma quello che non accettiamo che uno dei giudici non fosse indipendente e ci chiediamo perché una persona che ha un rapporto con la McLaren fosse coinvolto nel giudizio di questo caso”, ha attaccato Briatore nel corso della conferenza stampa dei team principal a Monza di venerdì.

Il boss della Alpine ha fatto riferimento in particolare alla presenza di uno dei giudici a un evento di beneficenza in California nel 2018. “Abbiamo una bella foto di questo tizio all’evento per la McLaren nel 2018″, ha detto Briatore. Non si è fatta attendere la replica di Andrea Stella. “Trovo che questa conferenza stia prendendo una piega piuttosto offensiva per la McLaren, per la reputazione di un team che merita molto rispetto“, ha detto Stella. “E se qualcuno fa questo tipo di accuse, che sembrano piuttosto gravi, dovrà assumersi la responsabilità di ciò che dice”, ha aggiunto.

A distanza di circa 24 ore è arrivata anche una forte presa di posizione della Fia sul caso, con una nota ufficiale: “La decisione di un tribunale può lasciare spazio a diverse interpretazioni e commenti riguardo ai suoi meriti giuridici, ciò è giusto e accettato da tutti i giudici. Il tribunale è fiducioso nella correttezza dei procedimenti e nell’integrità dei giudici”. Ma cos’è successo? Al termine della gara dello scorso 7 giugno (vinta da Kimi Antonelli), il podio del Gp di Monaco aveva premiato Hadjar, favorito dalla penalizzazione di cinque secondi data a Gasly per eccesso di velocità in pit-lane. Il provvedimento, tuttavia, era stato poi revocato, restituendo al pilota Alpine la terza posizione. La vicenda è tornata di nuovo sotto i riflettori a distanza di tre mesi perché la Fia ha accolto i ricorsi presentati da McLaren e Red Bull, riaprendo il caso e modificando ancora una volta la classifica finale della Formula 1. Il verdetto comunicato nella giornata di ieri ha quindi riportato Hadjar sul terzo gradino del podio, tra le polemiche.

In particolare, la Federazione ha deciso di replicare alle parole di Flavio Briatore, pronunciate con riferimento preciso al giudice Filippo Marchino, accusato da Briatore per una fotografia accanto a una McLaren risalente a un’iniziativa benefica del 2018. “I tribunali della Fia – si legge nella nota odierna – desiderano chiarire che la nomina e la partecipazione dei giudici in tale caso, come in qualsiasi altro caso, sono avvenute in conformità con le procedure giudiziarie applicabili della Fia e con la prassi abituale, che si ispirano ai più elevati standard, quali le linee guida dell’Iba sui conflitti di interesse nell’arbitrato internazionale“.

E ancora: “Tutti i giudici sono eletti dalle Assemblee generali della Fia, alcuni di essi su proposta di un gruppo di almeno cinque scuderie di F1, in conformità con lo Statuto della Fia. Essi sono tutti soggetti ai requisiti di indipendenza e riservatezza contenuti nel Regolamento giudiziario e disciplinare della Fia, presentano ogni anno una dichiarazione di interessi al Responsabile della conformità della Fia e firmano una specifica dichiarazione di indipendenza per ogni singolo caso, tenendo conto della questione in esame e delle parti coinvolte, che viene notificata alle parti. Sia all’inizio che alla conclusione dell’udienza, le parti sono state invitate a sollevare eventuali questioni relative al procedimento o alla composizione del Tribunale. Nessuna lo ha fatto. Durante l’udienza non è stata sollevata alcuna obiezione riguardo al modo in cui il Tribunale ha interrogato il testimone o condotto il procedimento“. Una risposta netta su un caso che, nei giorni del Gran Premio d’Italia a Monza, continuerà a far discutere.

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