La mia esperienza al PalaTiziano per la nuova squadra Bc Roma: questo è lo sport sano
Immaginate un palazzetto dello sport pieno di bambini e famiglie. Felici e allegri. Lo sport professionistico e i suoi eroi nei campi e sui parquet restituiti anche dal vivo a coloro che dovrebbero esserne i principali spettatori. Nessuno striscione con scritte in caratteri runici, zero cori offensivi e niente insulti fascisti, razzisti o di cosiddetto odio territoriale. Neanche ci pensiamo più che sia possibile. Invece è stato realtà al PalaTiziano per la prima in casa della nuova compagine Bc Roma impegnata contro Derthona Tortona. Una “curva” di ragazzine e ragazzini festanti, i loro genitori entusiasti, il gioco in campo impreziosito da un campione come Nico Mannion. Bc Roma ha stravinto, ma anche in caso contrario sarebbe stata comunque una festa sugli spalti.
Lo ammetto subito, sono di parte e scrivo queste righe sul blog, uno spazio di assoluta libertà. Sono di parte in quanto papà di uno di quei bambini che una volta tanto hanno potuto assistere a un evento sportivo professionistico senza essere esposti a improperi di tutti i tipi e alla violenta maleducazione degli stadi italiani. Da più parti la rivoluzione della pallacanestro italiana – in corso per il futuro promesso approdo in Europa di Nba – è stata criticata perché creare due nuove realtà dal nulla nella capitale (Bc Roma, appunto, e Maxima) sulle ceneri di due solide realtà sportive come Cremona e Brescia è una ferita difficile da rimarginare per quelle piazze diventate così importanti nel corso degli anni passati.
E chiaramente dispiace, per Cremona e per Brescia e per le tifoserie sane di quelle due città. D’altra parte qui a Roma lo spettacolo sugli spalti di queste prime partite magari fa storcere la bocca ai puristi che pretendono dallo sport europeo la “passione” della “tradizione”. Ma questa passione si esprime con la volgarità e spesso anche con la violenza di tante curve ultrà, quasi tutte, nel calcio e non solo, e dovremmo cominciare a dire che potremmo e vorremmo farne a meno. E magari dar modo a nuove leve di cominciare nuovi sogni con nuove e altre storie, non inquinate dai nostri pregiudizi e dai nostri stupidi odi senza senso di adulti che si sono dimenticati lo spirito con cui un bambino si approccia a un gioco, uno sport, una passione sana, appunto. E magari è la ricetta, questa, per nuovi entusiasmi e ottenere in futuro qualche qualificazione mondiale in più, a cominciare dal calcio.
Tornando alla pallacanestro la prossima settimana, sempre nella capitale, al PalaEur andrà in scena il primo nuovo derby tra Maxima e Bc Roma. Ci sarà chi ritornerà a parlare di squadre finte e senza identità, nate dal nulla, eppure potrebbe essere un bello spettacolo sportivo, visti anche i valori in campo.
E si può anche ricondurre tutto questo al vil denaro, ma se si vuol davvero bene al movimento cestistico sarebbe anche un po’ presuntuoso opporsi all’arrivo in Europa di Nba, il marchio sportivo più noto al mondo in assoluto.
Ad esempio, parlando di Bc Roma di sicuro il suo arrivo nella capitale ha già fatto bene a due storiche compagine cestistiche cittadine, Smit e Città Futura, con cui la nuova società di Nelson e Doncic ha stretto accordi di partnership per i campionati Fip di ragazzi e bambini. E credo che vedere un giorno Mannion e compagni sfilare nella palestra di Trastevere della Smit per giocare coi piccoli atleti sia una di quelle cose che dovrebbe far riconciliare con lo sport. Lo sport è questo, vi lasciamo volentieri la “passione” delle curve ultrà, annessi e connessi.