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Regno Unito, decine di manifestanti di estrema destra bloccano l’ingresso del porto di Dover gridando slogan anti-migranti

L'azione è stata rivendicata da Patriot Platform, un'organizzazione nazionalista legata alla discussa figura di Tommy Robinson, che sui suoi canali social ha incoraggiato i propri follower a unirsi ai "patrioti" per sostenerli. Cantati cori con lo slogan "Stop the boats". La protesta, non autorizzata, ha causato un ingorgo esteso per oltre 6,4 chilometri
Regno Unito, decine di manifestanti di estrema destra bloccano l’ingresso del porto di Dover gridando slogan anti-migranti
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Un gruppo di decine uomini mascherati, vestiti di nero e con il volto coperto da un passamontagna, ha bloccato oggi l’ingresso del porto di Dover, il più trafficato del Regno Unito. La polizia del Kent ha dichiarato di essere “impegnata in un confronto con i manifestanti“, mentre lo stesso porto ha comunicato che tutto il traffico in entrata e in uscita era bloccato “a causa di un incidente in corso che preoccupa l’ordine pubblico”. Il quotidiano britannico Guardian riporta che ad aver rivendicato il blocco è Patriot Platform, un’organizzazione nazionalista di estrema destra legata alla discussa figura di Tommy Robinson, che sui suoi canali social ha incoraggiato i propri follower a unirsi ai “patrioti” per sostenerli.

Video e immagini diffusi sui social media e ripresi dai media britannici mostrano un gran numero di persone mascherate marciare in gruppo lungo la strada principale che conduce al porto, mentre camion e automobili restavano fermi nel traffico accanto alle auto della polizia. Secondo quanto riportato dalla Bbc, alcuni dei manifestanti hanno intonato cori con lo slogan “Stop the boats” (fermate le barche), motto comunemente utilizzato nelle manifestazioni anti-migranti nel Regno Unito. Un reporter dell’emittente britannica ha precisato che nel corteo non sono stati esposti striscioni o cartelli. Il leader dell’opposizione conservatrice nel Consiglio Distrettuale di Dover, Chris Vinson, ha detto di aver visto alcuni dei partecipanti mascherati “intimidire” automobilisti bloccati nelle proprie auto nella zona, in particolare donne.

Secondo l’Agenzia nazionale per le autostrade britannica, la protesta ha causato un ingorgo esteso per oltre 6,4 chilometri sulle strade, con ritardi fino a 45 minuti. La compagnia P&O Ferries, che gestisce i collegamenti tra Dover e Calais, in Francia, ha fatto sapere che i propri traghetti hanno comunque rispettato gli orari previsti, garantendo ai passeggeri che avessero perso la corsa la prima traversata utile disponibile. Successivamente, la stessa autorità portuale di Dover ha confermato che il traffico nella zona è stato progressivamente ripristinato.

Il governo britannico ha condannato il comportamento tenuto dai manifestanti. Nonostante non siano stati segnalati episodi di violenza, diversi testimoni hanno riferito di essersi sentiti intimiditi dal fatto che la maggior parte dei partecipanti indossasse mascherine e altri dispositivi per coprirsi il volto. “Il diritto alla protesta pacifica è fondamentale per la nostra democrazia, ma condanniamo il comportamento tenuto a Dover e i disagi alla circolazione che ha causato”, ha dichiarato un portavoce del governo. “Comprendiamo la frustrazione di coloro che sono stati colpiti oggi – ha aggiunto -. Si consiglia a chi si reca al porto di prevedere tempi di percorrenza maggiori e di seguire le indicazioni dei fornitori di servizi”, ringraziando poi le forze dell’ordine e i fornitori di trasporto per la collaborazione nel garantire la sicurezza di passeggeri e comunità locale. La polizia del Kent ha comunicato che non sono stati effettuati arresti.

La città di Dover, situata a circa 110 chilometri a sud-est di Londra, è già stata in passato teatro di proteste anti-immigrazione legate ai migranti che attraversano la Manica dalla Francia a bordo di piccole imbarcazioni, un tema più volte strumentalizzato da alcuni politici, tra cui Nigel Farage, leader del partito di estrema destra Reform UK, che in un discorso di venerdì scorso aveva definito quella dei richiedenti asilo “un’invasione”.

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