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“La tecnologia ci impedisce di curare i pazienti”: sit-in di protesta dei medici contro i malfunzionamenti nei software sanitari a Trento

Cimo-Fesmed e Anaao Assomed Trentino avvertono: "Quando un sistema informatico ospedaliero rallenta, si genera un effetto a catena sull'intero percorso diagnostico e terapeutico"
“La tecnologia ci impedisce di curare i pazienti”: sit-in di protesta dei medici contro i malfunzionamenti nei software sanitari a Trento
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“La digitalizzazione della sanità dovrebbe liberare tempo per l’assistenza, non sottrarne altro. Siamo arrivati al paradosso che la tecnologia, invece di aiutare i medici a curare i pazienti, impedisce loro di farlo”. A parlare è Guido Quici, Presidente della Federazione Cimo-Fesmed, sindacato dei medici che ha organizzato un sit-in davanti all’ospedale Santa Chiara di Trento per protestare contro i sempre più frequenti malfunzionamenti dei software utilizzati negli ospedali della provincia di Trento. Sono, infatti, numerosi i disservizi segnalati negli ultimi mesi, come l‘impossibilità per i medici di accedere ad esami di pazienti, visualizzare terapie o registrare attività.

Alla protesta della federazione si accoda anche Mjriam Sanò, segretaria provinciale di Anaao Assomed Trentino (principale sindacato di medici e dirigenti sanitari italiani), che tramite una nota esprime “profonda preoccupazione per i prolungati disservizi di natura strutturale che stanno interessando i sistemi informatici del servizio sanitario provinciale”. Nel documento Sanò sottolinea il rallentamento che un sistema informatico inefficiente può produrre sull’intero percorso diagnostico e terapeutico di un paziente. E soprattutto ricorda che i software in questione “sono normativamente equiparati a dispositivi medici a tutela della salute pubblica“.

Quici aggiunge che i sistemi in tilt, oltre ad esaurire la pazienza delle persone preposte ad usarli, allungano i tempi di attesa: “Quando un sistema informatico entra in un ospedale deve essere uno strumento affidabile, sicuro e realmente funzionale alle esigenze di chi cura” conclude Quici.

La Federazione Cimo-Fesmed chiede, quindi, che “tutti i malfunzionamenti e i rallentamenti denunciati negli ultimi mesi vengano risolti immediatamente e in maniera definitiva, senza ulteriori promesse o soluzioni provvisorie”. L’associazione, inoltre, auspica che “d’ora in avanti, nella scelta dei sistemi informatici sanitari siano finalmente coinvolti i professionisti che dovranno utilizzarli”. Anaao Assomed avanza, inoltre, una proposta costruttiva, ovvero “l’istituzione immediata di un tavolo di lavoro permanente e paritetico che veda il coinvolgimento attivo e congiunto di tutte le organizzazioni sindacali della dirigenza e del comparto, insieme ai referenti tecnici e clinici”.

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