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As Roma, Gasperini ha chiamato direttamente Friedkin: così ha bloccato il passaggio di Koné al Chelsea

Tra il tecnico e la proprietà non sono volati gli stracci, ma i toni sono stati accesi, anche perché le alternative credibili difficilmente si sarebbero trovate in così poco tempo
As Roma, Gasperini ha chiamato direttamente Friedkin: così ha bloccato il passaggio di Koné al Chelsea
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“Non mi risulta sia in vendita”, aveva detto Gian Piero Gasperini ieri, quando dopo il trionfale successo sul Lecce gli veniva chiesto del futuro di Manu Koné. “Non dovete venderlo!”, avrà detto – è una ricostruzione nemmeno troppo fantasiosa – questa mattina, quando si è svegliato con la notizia che la Roma, in realtà, la cessione di Koné l’ha valutata eccome: c’era un discorso avviatissimo con il Chelsea, dopo una serie di contatti avvenuti nella notte. Avviatissimo al punto che, di fatto, l’operazione si poteva considerare chiusa: 60 milioni di euro circa alla Roma più il prestito con diritto di riscatto di Gittens, un esterno di fascia mancina che all’allenatore piace moltissimo. Non così tanto, evidentemente, da sacrificare il centrocampista principe della sua squadra. E l’ha fatto capire.

Il retroscena

È successo tutto in poche ore. Nella notte, le due proprietà americane si erano sentite direttamente: Boehly aveva parlato con Friedkin, bypassando entrambi i direttori sportivi. Nulla di illecito o di insinuante, anzi: sono dinamiche normali soprattutto quando si parla di queste cifre. Il Chelsea, poi, stava finalizzando il passaggio di Enzo Fernandez al Manchester City e aveva quindi bisogno di un altro centrocampista. E quindi ci si era seduti al tavolo virtuale della trattativa e si era quasi trovato l’accordo. Salvo il clamoroso dietrofront che si è consumato nel giro di un’ora. Perché Gasperini ha chiamato direttamente la proprietà per chiedere un ulteriore sforzo: nessuna cessione nonostante quella cifra quasi irrinunciabile, soprattutto se si vuole tenere alto il livello e puntare davvero a fare il meglio possibile in campionato come in Champions League. È intervenuto, Gasperini, e l’ha spuntata. Non sono volati gli stracci, ma i toni sono stati accesi, anche perché le alternative credibili difficilmente si sarebbero trovate in così poco tempo (l’ipotesi era lavorare a Fofana del Milan, ma le caratteristiche non erano proprio le stesse).

E quindi, alla fine, Friedkin ha desistito e l’allenatore l’ha spuntata, confermando ancora di più quanto sia centrale e incisivo all’interno delle dinamiche societarie della Roma. Roma che, anzi, non ha smesso di seguire un esterno offensivo mancino. Forse non Gittens, forse Leweling, che mancino non è ma che può giocare anche a sinistra e che a Gasperini piace. Non è un caso.

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