A Reggio Emilia torna il festival di Emergency. “La pace non è un’utopia, ma un progetto realistico”
Dal 4 al 6 settembre a Reggio Emilia torna il festival di Emergency. Per tre giorni le piazze del centro città diventeranno uno spazio di confronto pubblico con oltre settanta appuntamenti tra incontri, dibattiti, spettacoli, cinema, arte e attività per tutte le età. Il filo conduttore di quest’anno sarà quello del “coraggio”.
“Parleremo di scelte coraggiose – spiega la ong che dal 1994 lavora negli scenari di conflitto in tutto il mondo – di cosa significhi, oggi, investire sulle persone e non sulle armi. Di cura, di diritti e di obiezione”. Una riflessione collettiva che sarà portata avanti da giornalisti, filosofi, scrittori, rappresentanti e gli operatori di Emergency e che partirà dall’Articolo 11 della Costituzione: l’Italia ripudia la guerra. Ne parleranno diversi ospiti protagonisti del giornalismo, della cultura, dell’attivismo e della società civile: Marianna Aprile, Mario Calabresi, Tonia Cartolano, Francesca Cavallo, Paolo Maggioni, Yousra Elbagir, Dario Fabbri, Parisa Nazari, Stefano Nazzi, Francesco Cancellato, Valentina Petrini, Simone Pieranni, Chiara Piotto, Farian Sabahi, Lorenzo Tondo, insieme agli operatori e alle operatrici di Emergency impegnati nei diversi programmi dell’organizzazione.
“Oggi viviamo una crisi profonda del senso e delle regole del vivere comune. Il riarmo cresce; la guerra torna a essere considerata una risposta inevitabile; il linguaggio della politica stringe sempre di più lo spazio del dissenso, della complessità e della pace” riflette Emergency sottolineando come oggi più che mai sia fondamentale avere “coraggio”. Una parola che non deve essere vuota ma che si deve declinare “nel difendere i diritti di tutti, prendere posizione, nell’ascoltare le storie di chi cura sotto le bombe, di chi attraversa i confini per sopravvivere e di chi obietta e si oppone alla logica e alla pratica della guerra”. Sui palchi di Reggio Emilia, arriveranno storie e testimonianze dall’Afghanistan, dal Sudan, dall’Ucraina, dalla Palestina e dall’Iran.
L’obiettivo è quello di ribadire un concetto che Emergency ha sempre portato avanti nei suoi trentadue anni di impegno: “La ricerca della pace non è un’utopia sentimentale. È l’unico progetto realistico se vogliamo garantire la dignità di ogni essere umano. Si tratta di decidere che tipo di umanità vogliamo essere. Siamo noi la possibilità di cambiare rotta. Siamo noi la specie che può scegliere di non distruggere sé stessa”. Per questo motivo anche a Reggio Emilia, sarà rilanciata la campagna “R1PUD1A” attraverso il percorso dedicato all’obiezione di coscienza e alle scelte individuali di fronte alla guerra “O la guerra o noi – La linea delle nostre scelte” e l’installazione immersiva realizzata da Ied Milano per Emergency “Insieme: così lontani, così vicini” che metterà in relazione i visitatori con voci, suoni e immagini provenienti dai territori di guerra in cui opera l’organizzazione.