La sorella di Daniele Compatangelo: “Su mio fratello molte illazioni. Nella nostra famiglia c’è chi ha sofferto di problemi cardiaci”
“Le indagini hanno richiesto tempo anche per via della doppia cittadinanza italiana e americana, ma le rassicurazioni ci sono state. Sentire tante illazioni, parole e retroscena è stato fastidioso, spero che si mettano presto a punto tutti gli accertamenti“. A parlare è Manuela Compatangelo, sorella del giornalista Daniele – collaboratore da Washington di La7 e Tv2000 e presidente della White House Foreign Correspondents Association – deceduto improvvisamente il 20 luglio nella sua abitazione della capitale Usa. Cittadino italo-americano, da allora la salma è rimasta in una cella frigorifera ma a breve rientrerà in Italia: i funerali saranno celebrati giovedì 3 settembre a Roma, alle 11 nella Chiesa degli Artisti, e seguirà una cerimonia funebre a Sauze di Cesana (To), nella chiesa di San Restituto, venerdì 4 settembre alle 16.
Intervistata dalla giornalista Elena Testi, Manuela Compatangelo mette fine alle speculazioni circa la morte del fratello e la tempistica del rientro della salma. Rispetto alle indagini sul decesso, la sorella del cronista spiega: “Inizialmente avevano dato una tempistica dei tre mesi. Poi in realtà a voce già hanno detto alcune cose, perciò ci siamo anche rasserenati. Il problema è che lui aveva la doppia cittadinanza, sia americana che italiana. Forse ha rallentato un po’ il processo perché comunque abbiamo dovuto rispettare anche la normativa americana”. Quanto ai dubbi sulla causa della morte, poi, precisa: “Noi in famiglia abbiamo purtroppo una familiarità con problemi cardiaci, perché anche i miei nonni sono mancati in questo modo”. E rispetto ai retroscena emersi nel corso delle settimane successive al decesso conclude: “Quando si parla di lui è a volte un po’ fastidioso. Penso sia normale sentire tante illazioni, tante parole a volte. Spero che si concludano presto le indagini fino in fondo”.
Il nome di Daniele Compatangelo era rimbalzato sui media un mese prima del decesso, quando una telefonata col presidente Usa gli era valsa uno scoop: a lui Trump aveva raccontato che al G7 di Evian “Giorgia Meloni mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena”. Parole che hanno fatto il giro del mondo e hanno creato parecchi problemi nei rapporti tra Palazzo Chigi e la Casa Bianca. Due giorni fa la madre, Renata Freccero, intervistata dal Secolo XIX, aveva parlato del “muro di silenzio” sulla morte del figlio da parte degli Stati Uniti.