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Svezia, la residenza dell’oligarca russo è vicina alla base navale: l’esercito teme per la sicurezza e chiede l’esproprio

La proprietà di 600 metri quadrati, ufficialmente della moglie di Stanislav Aleschenko, è in costruzione vicino alla base di sottomarini di Muskö: "Quell'area serve per proteggerci dai droni"
Svezia, la residenza dell’oligarca russo è vicina alla base navale: l’esercito teme per la sicurezza e chiede l’esproprio
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In tempi incerti come quelli attuali a causa del conflitto tra Russia e Ucraina, anche la Svezia cerca di non trascurare le sue difese. La base navale di Muskö, nell’arcipelago di Stoccolma, con bacini di carenaggio e attracchi per sottomarini, è una delle strutture più importanti. Ora, sorge un problema: nei pressi della base c’è un promontorio dal quale si può vedere chi entra ed esce. Inoltre, quel promontorio è considerato fondamentale per la protezione da eventuali attacchi di droni. Su quest’area è in costruzione da qualche tempo una residenza di circa 600 metri quadrati, che riporta all’uomo d’affari russo Stanislav Aleschenko. L’esercito svedese, in base alla considerazione che “lo sviluppo della guerra con i droni da parte della Russia ha modificato il panorama delle minacce per la Svezia”, ha chiesto al governo di espropriare l’area perché “presenta condizioni uniche per rafforzare la difesa della base navale di Musko, in particolare contro i droni, sia aerei che marittimi”. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Carl-Johan Edström, ha ribadito: “Ci troviamo ad affrontare la situazione di sicurezza più grave dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e la minaccia contro la Svezia e l’Alleanza è reale”.

La questione diventa burocratica: l’Agenzia svedese per le fortificazioni ha sollecitato il governo a dare l’assenso all’esproprio. Nel frattempo le cronache svedesi tornano ad occuparsi di Aleschenko, anche se, ufficialmente, la proprietà è intestata alla moglie, Tatiana Sazanova. Quest’ultima ha dichiarato al media Expressen che al momento dell’acquisto del terreno non sapeva che fosse così vicino alla base militare e ha definito la circostanza una “sfortunata coincidenza”. Sta di fatto che proprio la pubblicazione svedese sottolinea che Sazanova, nonostante un reddito denunciato di poche migliaia di corone all’anno, ha acquistato la proprietà per 18 milioni di corone, senza contrarre prestiti, come risulta dai documenti di acquisto conservati al Catasto.

Le autorità conoscono bene Stanislav Aleschenko: nel 2016 l’Agenzia delle entrate accusò l’imprenditore russo di vivere in Svezia senza pagare le tasse, con una evasione fiscale ammontante a 224 milioni di corone (poco più di 20 milioni di euro). L’oligarca ha ribattuto che andava in Svezia solo per trovare la famiglia, ma la sua vita sociale si svolgeva in Russia: per dimostrarlo ha portato una serie di prove tra cui le sue sessioni in palestra tre volte a settimana e al tiro a segno, o la frequentazione di spettacoli. L’Agenzia delle entrate non ha modificato il suo giudizio. Una parte dei capitali dell’imprenditore erano nascosti a Panama, secondo uno schema elaborato dalla società Mossack Fonseca, poi sfociato nell’inchiesta Panama Papers.

Aleschenko possiede ufficialmente una doppia cittadinanza, russa e bulgara ma, secondo l’Agenzia delle Entrate, l’imprenditore ha anche cittadinanza cipriota. In Russia, Aleschenko possiede diverse aziende tra cui una di tessuti, che ha clienti governativi, tra cui le carceri. Expressen menziona, sempre in riferimento agli accertamenti dell’Agenzia delle entrate, che l’imprenditore è azionista di maggioranza della Zao Psz Spetsenergoproekt. Questa azienda ufficialmente si occupa di costruzioni industriali, progettazione o realizzazione di appalti specializzati in infrastrutture energetiche per impianti statali ad alta sicurezza o legati al nucleare; in questo settore avrebbe avuto contratti con la Kombinat electrokhimpribor, gruppo industriale statale che produce armi e componenti nucleari sotto il coordinamento dell’agenzia Rosatom.

La questione legata alla casa in costruzione sul promontorio è aperta: le leggi permettono allo Stato di ottenere in modo forzoso proprietà che risultino fondamentali per la difesa del territorio, ma, secondo il ministro della Difesa Paul Jonson, la norma ha maglie troppo larghe, per cui sarà necessario predisporre un nuovo strumento “per fermare chiunque utilizzi una proprietà per pianificare atti di sabotaggio o spiare la Svezia”.

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