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F1, Hamilton furioso contro il muretto dopo il Gp di Olanda: “Avrei potuto salire sul podio, bel lavoro”

Il britannico ha polemizzato sugli ordini di scuderia, sottolineando la differenza di strategia con gli altri team: "È dura vedere i piloti della Mercedes pronti a eseguire le richieste mentre da noi non succede lo stesso"
F1, Hamilton furioso contro il muretto dopo il Gp di Olanda: “Avrei potuto salire sul podio, bel lavoro”
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Da una parte la Mercedes, che lavora bene di squadra e ottiene il massimo risultato possibile, sia nella lotta al Mondiale piloti sia come team. Dall’altra la Ferrari, che chiude fuori dal podio e lascia scontenti i suoi piloti, Lewis Hamilton su tutti. Il Cavallino mastica amaro in Olanda. Il weekend di Zandvoort porta in dote a Maranello solo un secondo posto di Charles Leclerc nella Sprint race. Mentre il suo compagno di scuderia, primo inseguitore nella classifica generale del leader Kimi Antonelli, è costretto a rimanere fuori dal podio sia sabato che domenica, non senza polemica: “In gara avevo più potenza e velocità rispetto a Leclerc e ho perso diversi secondi dietro di lui, perché il team non ha preso la decisione che doveva. Il podio l’ho perso lì“, ha dichiarato Hamilton alla fine del Gran premio, commentando il suo quarto posto.

“In questo sport è impossibile essere perfetti, tutti stanno facendo un lavoro eccezionale per spremere il massimo da questa macchina”, ha proseguito il pilota britannico, ponendo l’accento sulle scelte strategiche fatte durante la gara da parte del team. Soprattutto se queste sono messe a confronto con quanto successo nel box della Mercedes, dove gli ordini di scuderia hanno imposto a George Russel, in quel momento secondo, di far passare il suo compagno di squadra Antonelli. Un sorpasso è valso tre punti in più per il pilota italiano. Un gruzzoletto che fa brodo in ottica Mondiale.

E Hamilton, sette volte campione iridato e ora secondo nella classifica generale a 59 punti dal leader, lo sa come si vincono i campionati. Ogni punto è importante. Per questo può essere giustificato il nervosismo del britannico, quando, con le gomme più fresche, ha chiesto al muretto di farlo passare, ottenendo in risposta l’esitazione tanto del box quanto del compagno di scuderia monegasco. Alla fine il via libera è arrivato, ma troppo tardi: Hamilton chiude quarto, a otto decimi da Russel. “È dura vedere i piloti della Mercedes pronti a eseguire le richieste mentre da noi non succede lo stesso“, ha commentato piccato Hamilton, sottolineando come la Mercedes di Toto Wolff abbia saputo gestire meglio le gerarchie.

E tutto questo nell’appunto precedente a Monza, in programma il fine settimana del 6 settembre. A Maranello avrebbero preferito arrivare alla gara di casa con un’atmosfera migliore, dando seguito ai buoni risultati ottenuti a Barcellona e Silverstone. Ma il cammino si è interrotto nell’ultimo viaggio della Formula 1 nei Paesi Bassi. “Il passo della Ferrari era buono e potevamo ottenere un risultato migliore, ci è mancato qualcosa nelle qualifiche di ieri. Oggi abbiamo fatto qualche errore nei pit stop, con Hamilton si poteva fare meglio ma non era facile spiegare la situazione senza rivelare i nostri piani agli altri di provare ad andare fino in fondo. Partire dal sesto posto oggi era troppo lontano”, ha commentato Fred Vasseur. “A Monza il divario in rettilineo ci sarà, dobbiamo fare un lavoro perfetto per ottenere un risultato migliore. Ma siamo tutti vicini e questo vale anche per gli altri. Oggi con il passo che avevamo potevamo vincere, ma era importante partire davanti in qualifica”, ha concluso il team principal della Ferrari.

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