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Ucraina, Zelensky sanziona Masha e Orso: “Diffonde narrazioni filorusse, è una minaccia per la sicurezza nazionale”

Misure contro 5 cittadini russi e 4 società, creatori e distributori della serie. Il ministero della Cultura: "I fondi ricavati vengono usati per acquistare armi, chiederemo a Netflix e Google di interrompere la collaborazione con queste società"
Ucraina, Zelensky sanziona Masha e Orso: “Diffonde narrazioni filorusse, è una minaccia per la sicurezza nazionale”
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Una bimba impertinente e piena di energia. Un grande e paterno orso bruno, ex star del circo, che ama la pace e la tranquillità. La taiga russa, un paradiso naturale luminoso e incontaminato. Sono uno strumento per diffondere “narrazioni filorusse mascherate da contenuti per bambini e rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale“. Per questo 5 cittadini russi e 4 società, creatori e i distributori del cartone animato Masha & Orso, sono stati sanzionati dalla Presidenza della Repubblica ucraina.

Il Consiglio di sicurezza e difesa nazionale – che propone i soggetti da sottoporre alle misure – ha colpito Natalia Grishaeva, Igor Derkach, Oleg Kuzovkov, Marina Kuzmina e Dmitrii Loveiko. Tra le entità legali colpite ci sono Studio Animaccord LLC, produttore diretto della serie, Masha and the Bear LLC, coinvolta nella concessione in licenza e nella distribuzione del marchio sulle piattaforme internazionali, oltre ad Animaccord Ltd e Studio MiM LLC. “Dobbiamo rispondere in modo specifico alla propaganda russa – ha commentato Vladyslav Vlasyuk, consigliere di Volodymyr Zelensky per la politica delle Sanzioni -, soprattutto quando è rivolta ai bambini e viene diffusa attraverso grandi piattaforme”.

La serie era finita sotto osservazione già nel 2017, ben prima dell’invasione del 2022, quando la Derzhkino, l’Agenzia Statale Ucraina per il Cinema, si trovò a esaminare una denuncia che accusava il cartoon di contenere elementi riconducibili al “Russkij mir“, la dottrina politico-culturale che unisce fede ortodossa, lingua russa, storia condivisa e valori tradizionali per legare a Mosca non solo i cittadini della Federazione, ma anche le minoranze russofoniche sparse all’estero, soprattutto nei paesi dell’ex Urss. Sotto la lente finirono anche diversi riferimenti alla simbologia sovietica: in un episodio Masha compare con un cappello militare che richiama quelli dell’NKVD, il principale apparato di polizia segreta tra gli anni ’30 e ’40.

L’accusa riemerse più volte negli anni successivi, fino a diventare una questione di nazionale dopo l’invasione. Nel 2025, il Centro per il contrasto alla disinformazione del Consiglio nazionale di sicurezza affermò che la serie poteva essere utilizzata come “strumento di soft power russo e di influenza ibrida” e il ministero della Cultura sostenne l’introduzione di sanzioni contro i suoi produttori. Fino alla firma del decreto arrivata ieri da parte di Zelensky.

“La Russia – ha spiegato Tetyana Berezhna, ministro della Cultura e vice primo ministro per le Politiche Umanitarie – utilizza contenuti culturali e di intrattenimento come strumento di influenza. Anche i cartoni animati per bambini possono rientrare in questa strategia quando promuovono un’immagine positiva dello stato aggressore. I fondi ricavati vengono utilizzati per acquistare armi. Pertanto, l’Ucraina risponde sistematicamente a tali minacce e si avvale di tutti i meccanismi legali disponibili per limitarne l’influenza sia a livello nazionale che internazionale“.

Il problema, infatti, non sarebbe soltanto economico quanto culturale. La serie “è stata utilizzata per molti anni dalla Federazione Russa come strumento per promuovere un’immagine positiva della Russia nel mondo tra il pubblico più giovane. Dietro l’apparente apoliticità dei contenuti per bambini si cela un lavoro sistematico volto a formare la lealtà verso il paese aggressore”.

Per questo, nelle intenzioni di Kiev, la misura è destinata a supera i confini del paese. La decisione, spiega ancora il ministero, “fornisce all’Ucraina i presupposti legali per rivolgersi alle principali piattaforme internazionali, in particolare Netflix e Google (YouTube), chiedendo di interrompere la collaborazione con le entità sanzionate e di limitare la monetizzazione e la distribuzione dei contenuti relativi alla rete di società che detengono i diritti di Masha e Orso“.

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