“Risultati promettenti” per il vaccino a mRna contro la recidiva del melanoma. Le azioni di Moderna volano in Borsa
Le azioni di Moderna volano a Wall Street dopo i risultati positivi dello studio di fase 3 sul vaccino a mRNA contro il melanoma sviluppato insieme a Merck. Il titolo della società biotech americana è arrivato a guadagnare oltre il 130%, superando quota 145 dollari, mentre Merck, partner del progetto e produttrice dell’immunoterapico Keytruda, ha registrato un +11%.
A spingere gli acquisti sono i risultati dello studio clinico INTerpath-001, condotto su oltre 1.100 pazienti con melanoma ad alto rischio o in fase avanzata, già sottoposti a intervento chirurgico per la rimozione completa del tumore. La combinazione tra il vaccino sperimentale Intismeran e Keytruda ha raggiunto gli obiettivi principali dello studio, dimostrando una riduzione del rischio di recidiva o morte rispetto al solo trattamento con Keytruda. La terapia insomma non è un vaccino preventivo contro il cancro, ma un trattamento adiuvante con l’obiettivo di eliminare eventuali cellule tumorali residue dopo l’intervento e ridurre la probabilità che la malattia torni a manifestarsi.
La novità riguarda soprattutto l’approccio personalizzato. Il vaccino viene progettato sulla base delle specifiche mutazioni presenti nel tumore di ciascun paziente: attraverso la tecnologia a mRNA, punta ad “addestrare” il sistema immunitario a riconoscere e colpire le cellule tumorali che presentano quelle caratteristiche.
“I risultati odierni rappresentano una pietra miliare per il trattamento adiuvante del melanoma”, ha dichiarato Georgina Long, direttrice medica del Melanoma Institute Australia e coordinatrice dello studio, spiegando che la combinazione di Intismeran e Pembrolizumab potrebbe “stabilire un nuovo paradigma terapeutico” per i pazienti con melanoma completamente resecato.
Per Merck si tratta di un possibile rafforzamento della posizione dominante nel mercato dell’immunoterapia oncologica. Keytruda è già uno dei farmaci anticancro più venduti al mondo e l’eventuale arrivo di una terapia personalizzata combinata potrebbe aprire un nuovo segmento di mercato. Per Moderna, il risultato rappresenta una boccata d’ossigeno dopo la fase difficile seguita al crollo della domanda di vaccini contro il Covid. La società punta da tempo a trasformare la piattaforma mRNA sviluppata durante la pandemia in una tecnologia applicabile anche ai tumori e ad altre patologie.
I dati completi dello studio saranno presentati a un congresso medico internazionale e sottoposti alle autorità regolatorie per le successive valutazioni. Prima di un eventuale utilizzo su larga scala serviranno quindi ulteriori passaggi autorizzativi.