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Violenze su una ragazzina per avviarla alla prostituzione, il business “familiare” e un hotel sequestrato: otto arresti

Crotone - Secondo l’accusa, il gruppo aveva la propria base a Isola Capo Rizzuto. Gli incontri avvenivano per strada, nelle abitazioni e anche in albergo. Il gip ha riconosciuto gravi indizi nei confronti di uno degli indagati per violenza sessuale aggravata ai danni di una familiare che all’epoca dei fatti era minorenne
Violenze su una ragazzina per avviarla alla prostituzione, il business “familiare” e un hotel sequestrato: otto arresti
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Un’organizzazione familiare, una rete di clienti estesa a buona parte del territorio calabrese, un giro di denaro che, in un caso, avrebbe raggiunto quasi 90mila euro. Ma soprattutto gli abusi sessuali su una ragazzina per avviarla alla prostituzione. È lo scenario ricostruito dai carabinieri nell’inchiesta sulla prostituzione che mercoledì mattina ha portato a sei arresti tra Isola Capo Rizzuto e Crotone. L’operazione ha coinvolto i militari del Comando provinciale, insieme ai Cacciatori di Calabria, alle unità cinofile e al Nucleo elicotteri di Vibo Valentia. L’ordinanza riguarda otto persone: per quattro è stata disposta la custodia in carcere, per due gli arresti domiciliari, mentre altri due indagati sono stati denunciati a piede libero.

Secondo l’accusa, il gruppo aveva la propria base a Isola Capo Rizzuto, mentre l’attività si svolgeva soprattutto a Crotone. Gli incontri avvenivano per strada, nelle abitazioni e anche in un hotel del capoluogo, ora sequestrato. Le donne avrebbero gestito i clienti, mentre gli uomini si occupavano degli accompagnamenti e del controllo dell’attività. Gli appuntamenti, secondo gli investigatori, si svolgevano anche in pieno giorno e in zone centrali della città: nei pressi del mercato di piazzale Nettuno, nei parcheggi dello stadio e dell’ospedale e vicino ai parchi giochi.

A ricostruire il sistema sono stati mesi di pedinamenti, intercettazioni e videosorveglianza. Gli investigatori descrivono un’organizzazione stabile, fondata anche sulla gestione comune dei guadagni. Gli accertamenti economici, condotti insieme alla Guardia di finanza, avrebbero evidenziato un tenore di vita elevato a fronte di redditi dichiarati pari a zero. Parte del denaro sarebbe stata trasferita all’estero attraverso circuiti non bancari. Il giro di clienti non sarebbe stato limitato a Crotone: gli uomini arrivavano anche da altri centri del Crotonese e dalle province di Catanzaro e Cosenza. Il gruppo, secondo l’accusa, stava inoltre progettando di estendere l’attività ad altre zone della Calabria.

Tra gli arrestati ci sono anche i gestori dell’hotel sequestrato, accusati di aver consentito i rapporti a pagamento nelle camere, omettendo le registrazioni degli ospiti e ricavandone un guadagno. L’inchiesta contiene infine un’accusa particolarmente grave nei confronti del presunto vertice del gruppo: il gip ha riconosciuto gravi indizi per violenza sessuale aggravata ai danni di una familiare che all’epoca dei fatti era minorenne. L’uomo, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe tentato anche di avviarla alla prostituzione. L’indagine, coordinata dalla Procura di Crotone, è partita nell’autunno scorso ed è stata condotta per mesi dai carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto.

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