Polpi contro il granchio blu: la sfida degli scienziati italiani per fermare l’invasione. Ecco l’attacco del predatore
Il granchio blu continua a mettere sotto pressione gli ecosistemi e le attività di pesca lungo le coste italiane. E mentre la specie invasiva si espande, gli scienziati cercano una possibile risposta nella natura: migliaia di piccoli polpi potrebbero diventare infatti uno degli alleati più efficaci per contrastarne la diffusione.
L’idea nasce dalle caratteristiche di questi cefalopodi, predatori particolarmente abili di crostacei. “Grazie agli esperimenti condotti in ambito universitario, abbiamo dimostrato che sono in grado di predare anche i granchi blu”, spiega Antonio Casalini, responsabile del progetto Octo Blu.
L’obiettivo è quindi capire se i polpi possano contribuire, in modo naturale, a ridurre la presenza del granchio blu, diventato negli ultimi anni una delle principali emergenze per gli ecosistemi costieri e per la pesca italiana. Il problema non è soltanto ambientale. La proliferazione del granchio blu ha avuto conseguenze pesanti anche sul piano economico. Secondo le autorità, dal 2022 i danni provocati dalla specie in Emilia-Romagna hanno raggiunto quasi 17 milioni di euro, colpendo in particolare le attività legate alla pesca e all’allevamento dei molluschi.
Ora la ricerca punta a capire se il polpo possa trasformarsi da semplice predatore in una vera e propria “arma biologica” contro l’invasore. Una sfida ancora tutta da verificare sul campo, ma che parte da un dato già osservato nei laboratori universitari: il granchio blu è una preda che i polpi sono perfettamente in grado di catturare e mangiare. Per gli scienziati, la speranza è che questi piccoli predatori possano contribuire a ristabilire un equilibrio naturale lungo le coste italiane.