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L’esercito israeliano chiede l’apertura di un’indagine penale sull’uccisione della piccola Hind Rajab a Gaza

L'annuncio arriva al termine di indagini interne su diversi "incidenti operativi eccezionali" di alto profilo avvenuti a Gaza durante la guerra. Le Idf confermano che "sono state prese decisioni legali riguardo a cinque incidenti che hanno ricevuto ampia attenzione e copertura da parte dei media"
L’esercito israeliano chiede l’apertura di un’indagine penale sull’uccisione della piccola Hind Rajab a Gaza
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Due anni e mezzo dopo l’uccisione di Hind Rajab e dei suoi familiari, finiti da centinaia di colpi di mitra e da quello di un carro armato israeliani nel corso dell’offensiva su Gaza, le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato di aver chiesto l’apertura di un’indagine penale sugli avvenimenti che hanno portato alla morte di nove persone, tra cui appunto i componenti della famiglia Hamada e gli operatori della Mezzaluna Rossa che stavano intervenendo per salvarli.

La storia di Hind Rajab e della famiglia Hamada ha acquisito popolarità diventando uno dei simboli dei crimini israeliani nel corso della guerra nella Striscia, con la faccia della piccola vittima di appena 5 anni a rappresentare le decine di migliaia di bambini uccisi nel corso delle operazioni militari. Dalla sua vicenda e grazie agli audio registrati dagli operatori della Mezzaluna Rossa al telefono con la bambina, è nato anche un film, La voce di Hind Rajab, candidato al Premio Oscar e vincitore del Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia.

È stata anche questa enorme popolarità e lo sdegno internazionale provocato dalla vicenda ad aver influito sulla decisione dell’esercito israeliano di richiedere l’apertura di un fascicolo d’inchiesta, seppur con due anni e mezzo di ritardo. L’annuncio arriva al termine di indagini interne su diversi “incidenti operativi eccezionali” di alto profilo avvenuti a Gaza durante la guerra, con le Idf che assicurano di aver trasmesso i risultati alla Procura militare per la valutazione. E confermano che “sono state prese decisioni legali riguardo a cinque incidenti che hanno ricevuto ampia attenzione e copertura da parte dei media”. Un’altra inchiesta è stata aperta sulla morte di quindici palestinesi, tra cui personale medico e un dipendente dell’Onu a Tel al-Sultan, nel marzo 2025.

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