La vicinanza con la Difesa israeliana, il passato imbarazzante per i rapporti coi nazisti: la società scelta dai Paesi Baschi per il software di videosorveglianza
Il Dipartimento di Sicurezza del governo di Paesi Baschi ha acquistato e rinnovato le licenze di BriefCam, un programma israeliano di analisi video basato su intelligenza artificiale, capace di rintracciare persone e veicoli setacciando ore di filmati in pochi minuti. A fornirlo all’Ertzaintza, la polizia autonoma basca, sono due società, Tradesegur e Covert Intelligent Security Systems, entrambe con sede ad Alcobendas, vicino a Madrid, e riconducibili alla stessa famiglia: i Liesau, il cui patriarca fu accusato nel Dopoguerra di collaborazione con la Germania nazista.
Franz Liesau Zacharias, capostipite della dinastia imprenditoriale, alla fine della Seconda guerra mondiale fu reclamato dagli Alleati, che lo accusavano di aver acquistato animali nel Marocco e nella Guinea spagnoli destinati a esperimenti in Germania, tra cui la diffusione di malattie come la peste all’interno dei campi di concentramento. Il regime di Francisco Franco rifiutò di consegnarlo, proteggendolo da un possibile processo. Da quella protezione nacque un’impresa che, da allora, non ha mai smesso di vendere tecnologia agli apparati di sicurezza dello Stato spagnolo.
Il figlio ed erede, Christian Liesau Von Lettow-Vorbeck, oggi alla guida di Covert Intelligent Security Systems, ha un passato altrettanto ingombrante: negli anni Novanta dovette testimoniare davanti al giudice Baltasar Garzón perché si trovava, la sera del 20 novembre 1989, nel ristorante madrileno dove agenti legati alla “guerra sporca” dello Stato spagnolo uccisero il deputato di Herri Batasuna Josu Muguruza, a pochi metri dalla sede dell’azienda allora guidata da suo padre. Tre anni dopo, nel 1992, la società di famiglia, SIAISA, fornì al servizio segreto spagnolo CESID sofisticate apparecchiature di intercettazione telefonica.
Il software oggi utilizzato dalla polizia basca permette di cercare rapidamente forme, oggetti, colori e targhe all’interno di ore di riprese provenienti da telecamere di sorveglianza e droni: si può, ad esempio, rintracciare una persona semplicemente dal colore di un indumento. Il programma distingue anche il genere e l’età (adulto o minore) delle persone inquadrate, e integra funzioni di riconoscimento facciale, la caratteristica più controversa, che consente di identificare, classificare e catalogare gli individui a partire dai loro volti.
BriefCam nasce nel 2007 da una tecnologia sviluppata all’Università Ebraica di Gerusalemme, ateneo che ospita una base militare nel campus del Monte Scopus, su territorio occupato di Gerusalemme Est, e che collabora nella formazione dei quadri dei servizi di intelligence del ministero della Difesa israeliano. Nel 2018 l’azienda è stata acquisita per 90 milioni di dollari dalla giapponese Canon, ma mantiene tuttora la sede operativa in Israele, nel parco tecnologico di Modi’in. Secondo il centro di ricerca Who Profits, il ministero degli Alloggi israeliano utilizza lo stesso software in decine di siti a Gerusalemme Est.
Diverse organizzazioni per i diritti umani hanno espresso preoccupazione per l’uso di questa tecnologia: AlgorithmWatch, con sedi a Berlino e Zurigo, ha rilevato distorsioni discriminatorie in software di videosorveglianza di questo tipo, mentre la sezione della Louisiana dell‘American Civil Liberties Union ha inserito BriefCam tra gli strumenti coinvolti in violazioni dei diritti umani, chiedendone nel 2020 il divieto a New Orleans.
La prima licenza fu assegnata a novembre 2024 a Tradesegur per circa 18.500 euro; il rinnovo, per altri 36 mesi e circa 18.650 euro, è stato affidato lo scorso giugno a Covert Intelligent Security Systems. La stessa azienda si era già aggiudicata, a maggio, la manutenzione dei poligoni di tiro dell’Accademia di polizia basca. In totale, dal 2024 le due società della famiglia Liesau hanno incassato dal Governo basco quasi 77mila euro, ma il rapporto commerciale con le istituzioni basche risale in realtà agli anni Novanta, quando le loro imprese fornivano materiali e manutenzione a caserme e poligoni.
L’acquisto di BriefCam si inserisce in un più ampio processo di ampliamento della videosorveglianza poliziesca nei Paesi Baschi, che negli ultimi anni ha visto l’Ertzaintza dotarsi di oltre 1.400 bodycam fornite da Telefónica (partner della statunitense Axon), droni e altri strumenti di analisi biometrica come Cellebrite, spesso legati, direttamente o indirettamente, a fornitori o capitali israeliani. Il nuovo software confluirà nella piattaforma Bideogune, creata nel 2024 per centralizzare tutte le riprese della polizia basca.
Il caso solleva un parallelo scomodo con quanto accaduto in Francia. Un’inchiesta giornalistica pubblicata nel 2023 aveva rivelato che la polizia francese utilizzava BriefCam segretamente dal 2015, senza che il ministero dell’Interno ne rendesse pubblico l’uso per otto anni. Nel gennaio 2025 il tribunale amministrativo di Grenoble ha dichiarato illegale e sproporzionato l’impiego del programma da parte di un Comune francese, ordinandone la sospensione. Nonostante questo precedente giudiziario, il Governo basco ha rinnovato la licenza del software diciassette mesi dopo quella sentenza, senza che la vicenda abbia sinora suscitato un dibattito pubblico paragonabile a quello avvenuto in Francia.
Al momento non è chiaro quanto sia diffuso l’uso di BriefCam nel resto della Spagna: il software risulta installato dal 2022 nei sistemi di sorveglianza della fiera IFEMA di Madrid e, dal 2025, in quelli del porto di Algeciras. Con l’Ertzaintza si allunga così la lista dei clienti pubblici spagnoli di una tecnologia sviluppata in Israele e distribuita da un’azienda che affonda le proprie radici in una storia di connivenza con il nazismo.
***
Nella foto in alto | Alcune telecamere lungo la Gran Vía de Don Diego López de Haro, celebre e lussuoso viale nel centro di Bilbao