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Lituania, rientrato l’allarme per il drone che aveva violato lo spazio aereo. Kallas: “La Russia vuole creare paura nelle nostre società”

È stato visto fuori dall’area di Vilnius, mentre si muoveva verso Jonava. Secondo il Centro nazionale di gestione delle crisi (Nkvc), sono stati mobilitati dei caccia
Lituania, rientrato l’allarme per il drone che aveva violato lo spazio aereo. Kallas: “La Russia vuole creare paura nelle nostre società”
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“Le Forze armate lituane informano: possibile allarme per incursione aerea. Cercate un luogo sicuro. Se notate un oggetto sospetto, tenetevi a distanza e chiamate il 112. Attendete il cessato allarme”. È il messaggio di emergenza che le autorità lituane hanno diramato intorno alle 9.40 lituane (le 8.40 in Italia), invitando i cittadini nella parte orientale del Paese a individuare i rifugi aerei più vicini verso cui dirigersi in caso di bisogno dopo l’avvistamento di un drone che ha violato lo spazio aereo. L’allarme è poi rientrato alcune ore dopo. Anche l’aeroporto di Vilnius aveva interrotto temporaneamente le sue operazioni, mentre gli aerei della Nato si erano levati in volo per pattugliare cieli del Paese.

Intanto, in un’intervista al Corriere della Sera, Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ribadisce che “la Russia sta spingendo per un’escalation per creare paura nelle nostre società. Dobbiamo prepararci ai possibili attacchi”. Ha inoltre sottolineato che “stiamo proponendo altre misure contro Mosca. Le minacce e gli attacchi ibridi che la Russia sta conducendo contro i nostri Paesi – ha specificato – hanno l’obiettivo di intimidire gli Stati europei affinché smettano di sostenere l’Ucraina”. Parlando della missione Aspides, per scortare le navi commerciali fuori dal Mar Rosso, Kallas ha detto di aver chiesto con Crosetto – che ha visto ieri a Roma per una serie di incontri istituzionali, anche col ministro degli Esteri Antonio Tajani – “agli altri Stati membri di dare un contributo e ora la buona notizia è che il Belgio metterà a disposizione una nave e altri due Paesi stanno valutando di partecipare”. Con Tajani, ha aggiunto, “abbiamo parlato molto di Africa. Di ciò che sta accadendo tra Eritrea ed Etiopia: le tensioni stanno crescendo”. Al centro del colloquio, dice, anche “Russia e Ucraina, di cosa si può fare per esercitare maggiore pressione su Mosca”. In conclusione, sull’incontro tra il ministro degli Esteri tedesco Wadephul e il ministro russo Lavrov Kallas ha commentato così: “La Russia ha cercato di umiliare il ministro tedesco e in qualche modo di deridere l’incontro. Non credo ci sia altra possibilità che esercitare maggiore pressione sulla Russia affinché sia effettivamente disposta a sedersi e negoziare. In questo momento non lo è”.

Con Tajani, Kallas ribadisce di aver “parlato molto di Africa”, di “ciò che sta accadendo tra Eritrea ed Etiopia“, dove “le tensioni stanno crescendo”, della Somalia e del Sahel, “di come impegnarci con questi Paesi”, di Balcani occidentali e Serbia, di Russia e Ucraina, “di cosa si può fare per esercitare maggiore pressione su Mosca“. “Non credo ci sia altra possibilità che esercitare maggiore pressione sulla Russia affinché sia effettivamente disposta a sedersi e negoziare. In questo momento non lo è”, conclude, dopo aver evidenziato come la Russia abbia “cercato di umiliare il ministro tedesco Wadephul” e “in qualche modo di deridere l’incontro” con Lavrov.

(immagine d’archivio)

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