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La Legge Bove per il primo soccorso è ancora ferma: non si trovano 5 milioni. Il calciatore: “Frustrante pensare che si rischia di buttare tutto il lavoro fatto” - 3/3

Il provvedimento punta a rendere obbligatoria la formazione sul primo soccorso nelle scuole, inserendola nelle ore dedicate alla sicurezza sul lavoro e non in quelle delle singole materie, così da rispettare l'autonomia degli istituti
La Legge Bove per il primo soccorso è ancora ferma: non si trovano 5 milioni. Il calciatore: “Frustrante pensare che si rischia di buttare tutto il lavoro fatto” - 3/3
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Bove e il defibrillatore sottocutaneo: “Parlo spesso con Eriksen, mi ha fatto un effetto particolare”

I numeri confermano l’importanza di intervenire rapidamente. Nei primi minuti di un arresto cardiaco, il primo soccorso può aumentare del 75% le possibilità di sopravvivenza, mentre un intervento tempestivo può contribuire anche a evitare danni cerebrali che, oltre alle conseguenze per la persona, possono trasformarsi in ulteriori costi per il sistema sanitario. In Italia sono circa 65 mila ogni anno le persone che muoiono per arresto cardiaco, e una parte di questi decessi potrebbe essere evitata con una maggiore diffusione della formazione.

E l’intervento immediato fa la differenza. Nel dicembre 2024 Bove fu colpito da un arresto cardiaco durante una partita e riuscì a salvarsi anche grazie al fatto che si trovava in un ambiente altamente controllato. Per questo, quando parla di prevenzione, non nasconde il ruolo della fortuna: “Lo racconto spesso, fosse successo in un altro posto forse oggi non sarei qui. Delle associazioni che lavorano per sensibilizzare e promuovere il primo soccorso fanno parte tanti genitori che hanno perso il figlio in strada o su un campo. Io, come altri giocatori, ad esempio Eriksen, siamo stati fortunati a trovarci in contesti iper controllati”.

Il riferimento è anche a Christian Eriksen, con il quale Bove mantiene i contatti. Il centrocampista danese è tornato in campo dopo l’arresto cardiaco subito durante gli Europei del 2021 e oggi gioca con un defibrillatore impiantabile, che proprio pochi mesi fa – ancora in Nazionale – gli ha salvato la vita. “Certo mi ha fatto un effetto particolare, ma avevo già visto episodi simili, ad esempio un giocatore del Luton. Il defibrillatore è entrato in funzione e ha fatto il suo lavoro. Anche il mio episodio non mi dà fastidio: dopo una settimana lo guardavo senza problemi. E oggi, avere il defibrillatore ci fa stare più tranquilli. Con Eriksen ne parliamo, ogni tanto ci sentiamo“.

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