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Bloccato il sito ufficiale dei Me contro Te: sette giorni prima era stato depositato un ricorso contro la loro azienda

L'associazione dei consumatori, Consumerismo No Profit, contesta al duo di content creator la mancanza di separazione tra contenuti e pubblicità. E chiede la rimozione della call to action imperativa "Vai allo shop!"
Bloccato il sito ufficiale dei Me contro Te: sette giorni prima era stato depositato un ricorso contro la loro azienda
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Da lunedì 21 settembre il sito ufficiale dei Me contro Te risulta “in manutenzione”. “Gentili utenti, il sito web è temporaneamente sospeso per interventi tecnici di aggiornamento e ottimizzazione. Ci scusiamo per il disagio e stiamo lavorando per rendere nuovamente disponibile il sito nel più breve tempo possibile”, si legge sulla homepage, nel momento in cui si prova ad accedere al sito. Il blocco comprende anche lo shop online: infatti, Luigi Calagna e Sofia Scalia, in arte i Me contro Te, sono un duo di content creator che, partendo da YouTube, hanno costruito un brand di prodotti per bambini.

Quella che sembra essere una semplice manutenzione del sito arriva però appena 7 giorni dopo il deposito di un ricorso presso la sezione impresa del Tribunale civile di Palermo contro la Mecontrote Srl da parte dell’associazione Consumerismo No Profit. Contestate una serie di pratiche ritenute scorrette dai ricorrenti: “Il sito web mecontrote.it e l’app omonima rappresentano un ambiente di intrattenimento costruito per bambini e preadolescenti: all’interno di sito e app, senza alcuna separazione dai contenuti ludici, è collocata la sezioneNegozio” con la call to action imperativa “Vai allo shop!”, che rimanda a uno storefront Amazon con link di affiliazione” aveva detto l’associazione lo scorso 9 giugno, evidenziando le criticità all’Antitrust. L’oscuramento del sito, dunque, potrebbe essere collegato alla vicenda processuale che vede coinvolti i due content creator.

Con il ricorso, Consumerismo chiede al Tribunale di Palermo, qualora siano accertate le violazioni, che entro 30 giorni sia rimossa la dicitura “Vai allo shop!” dall’ambiente ludico, sia resa evidente la separazione netta tra contenuti e pubblicità e che siano riscritte le informative in un linguaggio comprensibile ai bambini, oltre all’inserimento di un sistema di verifica dell’età e del consenso genitoriale. Sul ricorso devono ancora esprimersi i giudici. La prima udienza è fissata per il 18 dicembre a Palermo.

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