Hydra, trasmessa a Brescia l’indagine sul danneggiamento dell’auto della pm Alessandra Cerreti. Ipotesi di danno anche per il mezzo del pm de Tommasi
L’indagine sul danneggiamento del finestrino dell’auto blindata della pm antimafia Alessandra Cerreti da lunedì è stata trasmessa alla Procura di Brescia competente per i magistrati milanesi. Per quel che risulta è stata inviata una prima annotazione del Nucleo investigativo dei carabinieri con ipotizzato il danneggiamento aggravato dal mezzo pubblico. Il resto è ancora tutto in divenire. Bisogna infatti ancora accertare se il danneggiamento, immortalato da una foto pubblicata dal Fatto, sia avvenuto all’interno del Palazzo di Giustizia. La scoperta è avvenuta lo scorso martedì mattina quando la scorta è arrivata sotto l’abitazione del magistrato. L’auto nella notte tra lunedì e martedì è stata parcheggiata all’interno del Tribunale di Milano in un apposito spazio. Il luogo è monitorato dalle telecamere. A oggi la visione dei filmati di quella notte non immortala soggetti avvicinarsi al veicolo. Si stanno ancora scaricando i video dei giorni precedenti. Per questo non viene esclusa l’ipotesi che il danneggiamento sia avvenuto fuori dal Palazzo di Giustizia. Si tratta, come rivela la foto, di tre colpi portati probabilmente da un martelletto per sfondare il vetro blindato. In quel momento all’interno della berlina erano riposti i giubbotti antiproiettili della scorta.
Ora, come rivelato dal Fatto, solo un anno fa, le stesse auto di scorta del magistrato sono state oggetto di un inseguimento in autostrada. Le macchine correvano verso Milano e sono state prima inframezzate da un Suv nero e poi seguite da vicinissimo fin dentro la città. I primi accertamenti però non hanno portato a individuare di chi fosse quel Suv. L’episodio è contenuto in una lunga nota, trasmessa alla Commissione parlamentare antimafia, che elenca tutti gli episodi di minacce a carico del magistrato oggi titolare dell’inchiesta Hydra sul nuovo Consorzio di mafie (Cosa nostra, ndrangheta, camorra romana) in Lombardia.
Oltre al caso della pm Cerreti, negli scorsi giorni, si è appreso di una seconda ipotesi di danneggiamento all’auto di scorta del pm antimafia Francesco de Tommasi. Le foto rivelano il parabrezza crepato. L’episodio è avvenuto prima dell’estate sempre all’interno del Tribunale ma in un luogo non ripreso dalle telecamere. Allo stato sono in corso accertamenti. De Tommasi, oltre che titolare dell’inchiesta sui dossieraggi illegali di Equalize, a partire dal 2023 sta indagando sulla banda della Barona, quartiere a ovest di Milano. E per questa indagine è finito sotto scorta, come anche il collega Gianluca Prisco, titolare dello stesso fascicolo. In questo caso, sono state intercettate minacce di morte a carico di De Tommasi da parte del boss Nazzareno Calajò, durante la sua reclusione nel carcere di Opera.