Il mondo FQ

“Siamo inabissati, in un mare di dolore”: la madre di Cristiano Daniele Giamporcaro: “Strappato via da una bravata”

Marina Castiglione racconta il dolore per la morte del regista 29enne travolto da un gommone a Lampedusa: "Del suo rimorso che me ne faccio? Io vorrei solo mio figlio, il suo mondo"
“Siamo inabissati, in un mare di dolore”: la madre di Cristiano Daniele Giamporcaro: “Strappato via da una bravata”
Icona dei commenti Commenti

“Siamo inabissati. In un mare di dolore”. Marina Castiglione non riesce a liberarsi dall’immagine di quel gommone che sfreccia davanti a Punta Sottile, a Lampedusa, e di suo figlio Cristiano Daniele Giamporcaro, 29 anni, sott’acqua con la boa di segnalazione, travolto dalle eliche mentre era impegnato in un’immersione. La madre del giovane regista – in una intervista al Corriere della Sera – ripercorre quelle ore nella casa di campagna, a due passi da Caltanissetta, dove è tornata con il marito Ruben Giamporcaro e la figlia Costanza, in attesa che l’autopsia chiarisca le cause della morte. Cristiano è stato travolto a pochi metri dalla costa. La fidanzata, che si trovava in spiaggia, ha visto la scena e si è gettata in mare nel tentativo di salvarlo. “S’è buttata in mare per un salvataggio impossibile, costretta a tornare indietro”.

Per la morte del 29enne sono indagati due turisti romani, un uomo di 72 anni e una donna di 69, inizialmente indicati come milanesi. La Procura di Agrigento procede per l’ipotesi di omicidio nautico e il gommone è stato sequestrato. L’autopsia dovrà contribuire a chiarire la dinamica dell’incidente e le cause del decesso. La famiglia non vuole entrare nel merito dell’inchiesta. “Non so chi siano i due turisti e non riguarda noi avere questo genere di informazioni. Ci penserà la Procura”, dice la madre. “Amiamo il mare, ma noi avevamo una barchetta con un motore di 25 cavalli. Questo signore che mi ha portato via un figlio, che non so chi sia e non ditemi il nome, ha la patente nautica. Non è un ragazzino”. E poi la frase che racchiude tutta la disperazione di una madre: “Del suo rimorso che me ne faccio? Io vorrei solo mio figlio, il suo mondo”.

Quel mondo era fatto di cinema, pittura e progetti. Cristiano aveva appena intrapreso una fase importante della sua carriera: aveva comprato casa, era fidanzato e stava lavorando a nuovi film. A Lampedusa tornava da anni per realizzare un progetto cinematografico sulla crescita di un bambino. “Anche dei suoi quadri”, racconta Marina, ricordando una delle passioni del figlio. Opere che richiamavano Carmelo Bene e Pasolini, insieme al romanzo che Cristiano stava scrivendo. “Estroverso, pieno di vita”, lo descrive la madre. Il suo era un mondo pieno di lavoro e di amicizie, soprattutto quelle nate al Centro sperimentale di cinematografia, dove si era formato come regista. Il suo documentario “La ricomparsa delle lucciole”, realizzato nel 2023, era stato selezionato al Festival dei Popoli e presentato al Sole Luna Doc Film Festival. “Un progetto dietro l’altro”, ricorda Marina. E poi la casa sempre aperta agli amici: “Tutto questo è stato strappato da una bravata, con noi inabissati, anche se c’è una roccia che ci tira su”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione