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Sospeso il laboratorio di Procreazione medicalmente assistita del San Raffaele di Milano: stop di Ats dopo le ispezioni

Il provvedimento, in vigore dal 6 agosto, riguarda il Laboratorio di Embriologia dell'Irccs milanese e durerà almeno 15 giorni. Rilevate non conformità durante i controlli, uno dei quali svolto con il ministero della Salute. Garantita la continuità dei percorsi clinici già avviati
Sospeso il laboratorio di Procreazione medicalmente assistita del San Raffaele di Milano: stop di Ats dopo le ispezioni
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“Riscontrate non conformità”. Per questo motivo l’Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell’attività del Laboratorio di Embriologia dell’Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione medicalmente assistita (Pma) di III livello, dopo aver riscontrato alcune non conformità nel corso di ispezioni effettuate sulla struttura, una delle quali svolta congiuntamente con il ministero della Salute. Il provvedimento, comunicato da Regione Lombardia, entra in vigore oggi, 6 agosto 2026, e avrà una durata minima di 15 giorni. La sospensione potrà essere prorogata fino al completamento degli interventi correttivi e preventivi prescritti dall’Ats e alla successiva verifica della loro piena efficacia.

Lo stop interessa sia l’attività svolta in regime di accreditamento con il Servizio sanitario regionale sia quella privata non accreditata. Resta invece fermo l’obbligo per il San Raffaele di garantire la continuità dei percorsi clinici già avviati, così da assicurare assistenza ai pazienti già in trattamento. Nel comunicato diffuso dalla Regione non vengono specificate la natura né l’entità delle non conformità emerse durante le verifiche ispettive. L’Ats ha tuttavia impartito una serie di prescrizioni che la struttura dovrà attuare prima di poter riprendere l’attività del laboratorio.

“La sospensione dell’attività del laboratorio di Procreazione Medicalmente Assistita del San Raffaele, disposta per un periodo di 15 giorni, va letta esattamente in un’ottica di tutela della qualità dei servizi sanitari”, ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. “Quando emergono criticità che richiedono interventi correttivi – ha aggiunto – il nostro dovere è intervenire con tempestività. L’Ats ha già impartito precise prescrizioni alla struttura e ne verificherà puntualmente l’attuazione. Solo una volta accertato il pieno rispetto di quanto richiesto e il ripristino di tutte le condizioni necessarie a garantire la massima sicurezza e qualità del servizio, potrà essere disposta la riattivazione dell’attività. Il nostro unico interesse è assicurare ai cittadini prestazioni che rispondano ai più elevati standard di affidabilità e tutela”.

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