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Figc, un’altra figuraccia: la conferenza stampa di Mancini per 500 euro. Poi la retromarcia di Malagò: “Ridaremo i soldi”

La decisione della Figc aveva scatenato la durissima reazione da parte delle associazioni sindacali. Poi l'intervento riparatorio del presidente per placare la polemica
Figc, un’altra figuraccia: la conferenza stampa di Mancini per 500 euro. Poi la retromarcia di Malagò: “Ridaremo i soldi”
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Per avere le immagini della conferenza stampa di presentazione del commissario tecnico Roberto Mancini e del direttore tecnico Claudio Ranieri, le testate giornalistiche devono pagare 500 euro più Iva. Mentre alle agenzie ne servono 1.200 euro più Iva. “Conferenza stampa con pagamento anticipato. Il nuovo corso della Nazionale di calcio inizia con la vecchia pessima abitudine di limitare il diritto di cronaca”, è quanto sottolinea Stampa Romana. La polemica è montata per tutta la giornata di oggi, fino all’intervento riparatorio del presidente Figc, Giovanni Malagò, che proprio aprendo la conferenza stampa ha dichiarato: “Ridaremo tutti i soldi“. È l’ennesima retromarcia del suo primo mese di mandato a capo del pallone.

Che cosa era successo

L’Associazione Stampa Romana aveva diffuso un comunicato durissimo:”Per avere le immagini della conferenza stampa di presentazione del c.t. Mancini, realizzate direttamente dalla Figc che non ammette altre telecamere, alle testate giornalistiche si chiedono 500 euro più Iva, che diventano 1.200 euro più Iva nel caso delle agenzie”. Il sindacato delle giornaliste e dei giornalisti di Roma e del Lazio quindi aveva chiesto alla Figc “di garantire le migliori condizioni di lavoro agli operatori dell’informazione e l’accesso alle conferenze stampa delle telecamere: anche così si volta pagina”.

Pronta anche la presa di posizione dell’Unione Stampa Sportiva Italiana (Ussi), che “esprime perplessità sulla richiesta di un corrispettivo economico per la diffusione delle immagini delle conferenze stampa del commissario tecnico Roberto Mancini e del direttore tecnico Claudio Ranieri”, si legge in una nota. L’Ussi spiegava anche di aver chiesto chiarimenti alla Figc in merito alla questione e la risposta è che “l’Ufficio Comunicazione Figc ha precisato che la centralizzazione della produzione delle immagini, già adottata in occasione delle conferenze di presentazione di Luciano Spalletti, Gennaro Gattuso e degli incontri con i media a Coverciano, prevede la messa a disposizione del segnale a fronte del pagamento di un costo tecnico. La Federazione ha inoltre ribadito che l’accredito dei giornalisti e l’accesso alla sala stampa, con la possibilità di porre domande, restano gratuiti fino a esaurimento dei posti disponibili“.

L’Ussi aveva anche sottolineato che gli aspetti economici della distribuzione delle immagini sono di competenza dell’area Diritti e Produzione e non dell’Ufficio Comunicazione della Figc, ma che “resta tuttavia forte la perplessità per una scelta che appare in controtendenza rispetto a quanto avviene ormai in numerose società professionistiche dove le immagini delle conferenze stampa vengono rese disponibili gratuitamente ai media attraverso i canali ufficiali. L’Associazione auspica l’apertura di un confronto con la Figc per individuare una soluzione diversa, considerando che la Nazionale rappresenta un patrimonio dell’intero Paese e che la più ampia diffusione dell’informazione è nell’interesse dei media, dei tifosi e di tutti gli appassionati di calcio”.

“Le conferenze stampa devono essere sempre aperte a tutti, c’è probabilmente una necessità di registrare in anticipo chi vuole partecipare, come facciamo sempre a palazzo Chigi, ma questo è normale, ma ritengo che la libertà dei giornalisti di raccontare eventi, soprattutto di grande interesse nazionale, sia doverosa, consentita e sempre libera”, aveva detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, a margine della presentazione della campagna di comunicazione istituzionale.

Poi è arrivato Malagò a mettere un’altra pezza alla nuova polemica che era già montata. Per il futuro, potrebbe valere il detto: meglio prevenire che curare.

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