Malagò ora si sbilancia: “Guardiola? Per lui si possono fare eccezioni”. Buonfiglio non è d’accordo: “Spero si scelga un ct italiano”
“Non ho parlato con nessuno”, “Valuteremo”, “Ci sono un po’ di nomi”. Le dichiarazioni di Giovanni Malagò sul nuovo commissario tecnico della Nazionale nelle scorse settimane – dopo la sua elezione a presidente della Figc – erano sempre state molto vaghe e generiche. Nessun indizio, nessun nome. Malagò non si era mai sbottonato. Venuto fuori il profilo di Pep Guardiola – con l’ormai noto incontro a Barcellona tra l’ex Manchester City, il direttore tecnico Figc Paolo Maldini e l’advisor Leonardo – Malagò si è finalmente sbilanciato a Cronache di spogliatoio: “Si son fatte delle eccezioni, eccezioni che ad esempio possono riguardare il nome che in queste ore è così prepotente: Pep Guardiola. Eccezioni per motivi ovvi che non sto qui a spiegare, ma non è detto che questa cosa vada in porto“, ha dichiarato il presidente della Figc.
La linea è chiara: per Guardiola si possono fare delle eccezioni. Economiche, di progetto, di qualsiasi natura. Perché Guardiola mette tutti d’accordo e non ha bisogno di presentazioni: è uno dei migliori allenatori del mondo, ha vinto in mezza Europa, ha rivoluzionato il calcio. Non ci sarebbe scelta migliore, insomma. “Credo però sia stato comunque giusto e importante aprire un dialogo e tenerlo vivo, tenerlo caldo. Non è assolutamente una mancanza di rispetto o di riguardo nei confronti di altri soggetti, perché sugli altri soggetti il confronto è già partito e poi uno può optare su qualcheduno che magari è generazionalmente di una scuola chiamiamola più recente e lì la questione è molto soggettiva“, ha proseguito Malagò.
Non è una mancanza di rispetto nei confronti degli altri candidati, ma è ormai chiarissimo che se il 22 luglio la Figc non ha ancora annunciato il nuovo commissario tecnico della Nazionale, è perché la priorità è sempre stata Guardiola e si sta facendo di tutto per accontentarlo e portarlo in Italia, terra alla quale l’ex Manchester City è particolarmente legato visto il suo trascorso tra Brescia e Roma. Campo ristretto a Guardiola, Pirlo e Mancini? “No nel modo più assoluto, si ragiona su un certo profilo e sicuramente questi nomi rientrano in quella categoria”, ha spiegato Malagò, anche se l’impressione è chiaramente quella.
Una corsa a tre, che però ogni giorno si arricchisce di novità e colpi di scena. Non c’è ancora un nome definitivo, ma mentre ieri – con le ultime notizie trapelate – l’ottimismo era scemato dopo l’entusiasmo del primo giorno (quando venne fuori la notizia dell’incontro a Barcellona), adesso in tanti tornano a sperarci, soprattutto dopo le parole di Giovanni Malagò. Se gli italiani (e la Figc) sperano in Pep Guardiola, va controcorrente Luciano Buonfiglio, presidente del Coni: “Non voglio dare consigli a Malagò che nel ruolo di nuovo presidente della Figc è partito alla grande. La sola cosa che chiedo a Giovanni è di designare un commissario tecnico italiano“, ha detto in un’intervista al Corriere della Sera, in merito alla trattativa per Pep Guardiola.
“La stragrande maggioranza dei nostri allenatori di Serie A è italiana: è con loro che si dovrà confrontare il ct. Sono bravi, professionali, sono frutto della nostra tradizione. Perché tagliarli fuori?”, ha proseguito Buonfiglio, che poi ha concluso: “Quand’ero presidente della Federazione Canoa feci l’errore di prendere un tecnico tedesco: era bravo ma non si preoccupò di conoscere la mentalità italiana. Non vincemmo nulla e si perse anche tutto il lavoro buono fatto in precedenza”. La partita, dunque, resta aperta. Guardiola rappresenta il sogno, il nome capace di unire entusiasmo e ambizione, ma ora è una possibilità concreta. Pirlo, Mancini e gli altri attendono.