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Svelato come il virus dell’influenza “riprogramma” le cellule infettate. Lo studio su Nature

Uno studio pubblicato su Nature Microbiology osserva per la prima volta in cellule vive il meccanismo con cui il patogeno sfrutta il macchinario cellulare per replicarsi. La nuova tecnica apre nuove prospettive per la ricerca.
Svelato come il virus dell’influenza “riprogramma” le cellule infettate. Lo studio su Nature
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Il virus dell’influenza A è in grado di riprogrammare le cellule umane infettate, prendendo il controllo del loro macchinario molecolare per favorire la produzione di nuove particelle virali. Un processo noto da tempo agli scienziati, ma che ora è stato osservato per la prima volta nel dettaglio all’interno di cellule vive e intatte. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Microbiology, potrebbe rappresentare un passo importante verso lo sviluppo di farmaci antivirali e vaccini più efficaci.

La ricerca è stata condotta da un team internazionale guidato dal Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL) di Amburgo e dall’Istituto Leibniz per la farmacologia molecolare (FMP) di Berlino. Gli studiosi hanno sviluppato una tecnica innovativa che consente di seguire in tempo reale le interazioni tra le proteine del virus e quelle della cellula ospite senza dover distruggere quest’ultima, come avveniva con i metodi tradizionali. Questo permette di osservare il processo dell’infezione in condizioni molto più vicine a quelle fisiologiche.

Le immagini ottenute hanno mostrato che il virus dell’influenza A induce la dissoluzione di piccoli organelli presenti nel nucleo cellulare, strutture simili a minuscole goccioline che custodiscono proteine fondamentali per il funzionamento della cellula. Una volta liberate, queste proteine vengono sfruttate dal virus per replicarsi con maggiore efficienza. Secondo i ricercatori, il fenomeno è stato riscontrato in tutte le linee cellulari e nei diversi ceppi influenzali analizzati, un elemento che suggerisce come non si tratti di un semplice effetto dell’infezione, ma di una vera e propria strategia adottata dal virus per assicurarsi le risorse necessarie alla propria moltiplicazione.

L’importanza della scoperta va oltre la comprensione dei meccanismi biologici dell’infezione. Individuare con precisione le fasi in cui il virus sfrutta le cellule potrebbe infatti consentire di identificare nuovi bersagli terapeutici, ostacolando la replicazione del patogeno e migliorando l’efficacia delle future strategie di prevenzione e cura. L’influenza stagionale continua a rappresentare un rilevante problema di salute pubblica: ogni anno colpisce milioni di persone nel mondo e provoca centinaia di migliaia di decessi. Il virus influenzale di tipo A, inoltre, è responsabile delle principali pandemie registrate nella storia moderna, compresa quella dell’influenza spagnola del 1918.

Lo studio

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