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Ultimo aggiornamento: 16:20

Salvini da Roggero in carcere: “Aggressione al fidanzato della figlia? Ha smentito, ricostruzioni fantasiose”. Ma c’è stato un processo e il gioielliere ha pure patteggiato

Il ministro: "Ha detto che non è vero? Assolutamente". E si dice disposto ad aiutare anche economicamente
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Matteo Salvini è arrivato per primo. Il ministro e vicepremier si è presentato oggi al carcere di Bollate per incontrare il gioielliere Mario Roggero, condannato a 14 anni per aver ucciso due rapinatori mentre erano in fuga.

La visita è durata circa un’ora e mezza. “Sta bene. Ci siamo salutati con un lungo abbraccio all’inizio e alla fine della mia visita. Ci tiene a far sapere che è sereno, noi non facciamo pressione su nessuno e non ci sono attacchi nei confronti di nessuno. C’è la convinzione che sia in carcere un uomo che ha lavorato una vita e non può essere giudicato per quelle frazioni di secondo durante le quali può essere che abbia ecceduto”, ha detto Salvini uscendo dal carcere, sottolineando che Roggero è “vittima di un’ingiustizia.

“La moglie ha chiesto la grazia e ha fatto bene. Sono convinto che possa essere presa in considerazione liberamente nei tempi e nei modi che vorrà il Presidente della Repubblica”, ha proseguito Salvini, augurandosi che Roggero possa scontare almeno la pena a vicino ai familiari.

Nel colloquio con Salvini Roggero ha anche “smentito alcune fantasiose ricostruzioni uscite oggi sui giornali” sull’episodio del 2005 quando il gioielliere aggredì il fidanzato della figlia, minacciando lui e i genitori con una pistola. “Ha detto che non è vero? Assolutamente” ha aggiunto Salvini non escludendo, infine, la possibilità di una candidatura.

Il ministro si è anche detto disposto a tornare i prossimi giorni per non spegnere i riflettori e ad aiutare economicamente il 72enne per i risarcimenti.

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