Addio a Osvaldo Bagnoli, è morto l’allenatore dello storico scudetto del Verona: aveva 91 anni
Il calcio italiano perde uno dei suoi simboli più autentici. È morto all’età di 91 anni Osvaldo Bagnoli, l’allenatore che guidò l’Hellas Verona alla conquista dello storico scudetto del 1985, una delle imprese più straordinarie nella storia della Serie A. Bagnoli si è spento all’ospedale di Borgo Roma, a Verona, la città che lo ha adottato e dove ha scritto le pagine più belle della sua carriera.
Con lui se ne va il tecnico dell’ultima provinciale capace di vincere il campionato italiano. Un’impresa rimasta unica, costruita senza i mezzi economici delle grandi potenze del calcio italiano, ma con un gruppo compatto, idee semplici e una straordinaria capacità di valorizzare ogni giocatore. Quella squadra, con giocatori come Tricella, Elkjaer, Briegel, Fanna, Galderisi e Garella, seppe resistere fino all’ultima giornata, conquistando uno scudetto che ancora oggi rappresenta il simbolo della possibilità, per una realtà di provincia, di sfidare e battere i giganti.
Il mago della Bovisa allora aveva mezzo secolo. Ex mediano cresciuto nel Milan, era figlio della Milano operaia del dopoguerra. Dopo al promozione col Fano, era giunto in Veneto nel 1981 con gli scaligeri in B e aveva sorpreso sin dal primo anno nella massima serie, giocato alla pari con tutti. Quella squadra non arrivò al titolo per caso. Dopo il ritorno in Serie A, nel 1982, l’impresa fu preceduta da due finali di Coppa Italia perse con Juventus e Roma. Ma lo scudetto fa l’impresa massima, una storia straordinaria.
“Con infinita tristezza e commozione, Hellas Verona FC piange la scomparsa del proprio Presidente Onorario, Osvaldo Bagnoli, ora e per sempre Leggenda inimitabile non solo del nostro Club, ma di tutto il calcio italiano”. Così l’Hellas Verona scrive in una nota, che ripercorre la carriera del mitico allenatore. Il club ricorda ovviamene lo scudetto del 1984/85: “Un’impresa mai troppo celebrata, che tutti i protagonisti, nessuno escluso, attribuiscono prima di tutto al mister“. E conclude: “Col suo carattere semplice e l’intelligenza acutissima, il suo broncio dolce e concentrato che, in quel dodici maggio 1985, si aprì nel sorriso più bello e vero che la nostra città abbia mai visto. Sei il più Grande di tutti. E ci manchi già, Osvaldo!”.
Anche la Figc ha dedicato una nota a Osvaldo Bagnoli: “La sua grande umanità – dichiara il presidente Giovanni Malagò – e la profonda conoscenza del calcio gli hanno permesso di guadagnarsi la stima e la fiducia dei suoi giocatori e di conquistare alla guida del Verona uno degli Scudetti più sorprendenti di sempre. Quell’impresa resta una delle pagine più belle e sentimentali del nostro calcio. Da grande allenatore qual era sapeva valorizzare i calciatori che aveva a disposizione, anteponendo sempre il gruppo alle individualità“.