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Corea del Nord, qualcosa si muove nel mercato auto. Ora i cittadini (fortunati) possono comprarne una

Il regime di Kim Jong-un ha aperto, seppur con forti limitazioni, alla proprietà privata dei veicoli. Aumentano vendite, accessori e parcheggi, ma per la maggioranza della popolazione restano un lusso
Corea del Nord, qualcosa si muove nel mercato auto. Ora i cittadini (fortunati) possono comprarne una
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Ma come è la Corea del Nord in fatto di mobilità? Fino a poco tempo fa le auto circolanti erano perlopiù dei funzionari del governo o dell’esercito. Ma da un paio d’anni a questa parte la situazione ha iniziato a cambiare perché la proprietà privata dei veicoli è stata regolamentata: ora, infatti, è permesso ai cittadini – purché dotati di patente di guida – di acquistare un mezzo per nucleo familiare presso le concessionarie autorizzate dallo Stato.

Questa trasformazione è stata trainata da un’economia in espansione, alimentata soprattutto dai rubli derivanti dall’appoggio militare alla Russia: si stima infatti che la vendita di armi e il supporto bellico abbiano fruttato al regime tra i 7,7 e i 14,4 miliardi di dollari nel periodo compreso tra l’agosto del 2023 e la fine del 2025. Denari che hanno raggiunto pure una piccola parte della popolazione civile.

Sebbene il numero effettivo di automobili in circolazione rimanga un dato non ufficiale, gli esperti stimano che il volume di auto private supererà presto le 20.000 unità. Tale crescita avviene in un contesto in cui l’esportazione di veicoli verso la Corea del Nord è peraltro vietata dalle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite, tanto che la Cina ha dichiarato di aver consegnato ufficialmente solamente due auto nel corso del 2025.

La discrepanza tra i dati ufficiali e la realtà è testimoniata anche dai turisti, che segnalano la diffusione di auto cinesi e persino la presenza di quelle occidentali come Audi e BMW. Ciò suggerisce che il governo di Pyongyang abbia trovato modalità per aggirare le restrizioni internazionali.

A testimoniare questo incremento del parco circolante nordcoreano c’è, infine, il dato sulle spedizioni di accessori registrato dalla dogana cinese: nel 2025 sono stati inviati in Corea del Nord poco meno di 200.000 pneumatici, segnando un aumento dell’88% rispetto agli anni precedenti la pandemia, le esportazioni di specchietti retrovisori sono quadruplicate e quelle di lubrificanti sono aumentate del 150%. Percentuali che rappresentano la “prova provata” di un mercato automobilistico in forte crescita.

L’aumento repentino del numero di automobili sta oltretutto obbligando il governo di Kim Jong-un ad affrontare inedite sfide infrastrutturali. Nella zona nord della capitale sono stati commissionati due nuovi distretti residenziali dotati di diversi parcheggi prospicienti agli edifici; e non si esclude la creazione di ulteriori posti auto sotterranei.

Parallelamente, si registra una carenza di officine specializzate, che sta spingendo molti meccanici, in precedenza concentrati sulla riparazione di biciclette e motociclette, ad ampliare i propri servizi per includere la manutenzione delle autovetture e la vendita di pezzi di ricambio.

È bene specificare che, per ora, la diffusione delle vetture private coinvolge esclusivamente una piccola percentuale della popolazione, composta da commercianti e imprenditori che godono del favore del leader nordcoreano, il quale ricompensa la lealtà al sistema anche attraverso l’assegnazione di veicoli.

Per la maggior parte dei cittadini, invece, una vettura di proprietà rimane un sogno a occhi aperti: a fronte di un costo dei modelli più economici sul mercato locale che oscilla tra i 15.000 e i 20.000 dollari, il reddito medio pro capite è stato recentemente stimato in 99,17 dollari al mese. Il divario economico è accentuato anche dalla situazione umanitaria del Paese dove, secondo le Nazioni Unite, quasi la metà dei 26 milioni di abitanti soffre di malnutrizione, specialmente nelle aree più distanti dalla capitale.

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