Valditara fa la cosa giusta: finalmente collegi docenti online
Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha fatto una rivoluzione: le riunioni degli organi collegiali (anche quelle deliberative) dal prossimo anno scolastico potranno essere fatte anche online.
Nell’epoca in cui i G7, i consigli comunali, i meeting aziendali, le conferenze stampa e persino le Messe (al tempo del Covid) sono a distanza, la Scuola, con i suoi riti ottocenteschi, la sua pedanteria, il suo linguaggio burocratese e i suoi verbali, ha insistito per anni nel celebrare l’inefficienza delle riunioni in presenza in nome di un’ipocrita bellezza del “guardarsi negli occhi”, dello “stare insieme”. Per decenni maestri e professori, convocati con tanto di circolare del dirigente, sono stati ammassati in atrii delle scuole trasformati in auditorium, in anguste palestre, in sale degli oratori con microfoni gracchianti, teli per le diapositive a fare da schermi, sedie di legno degli alunni alte mezzo metro, come poltroncine.
Costretti a sudare le sette camicie d’estate e a portarsi la coperta da casa d’inverno, i docenti hanno subito per anni sproloqui dei dirigenti attendendo impazienti il termine delle riunioni.
A cambiare le carte in tavola ci ha pensato con una scelta che avrebbero dovuto fare i suoi predecessori, il professore leghista.
Una rivoluzione concreta – non a parole – come quando Francesco Profumo abolì la cera lacca e i Carabinieri alla Maturità sostituendoli (nel 2012) con il plico telematico. Non solo. Il manager mandò in soffitta i registri cartacei con le alette.
Il 24 giugno scorso in videoconferenza, l’amministrazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali (a parte i compagni della Flc Cgil che voterebbero contro Valditara anche se prendesse la loro tessera) hanno sottoscritto un accordo che apre alle scuole la possibilità di disciplinare, tramite regolamento di istituto, lo svolgimento in modalità a distanza delle riunioni collegiali deliberative dei docenti. Purtroppo la disciplina operativa dello svolgimento a distanza delle riunioni collegiali è affidata al regolamento di istituto. Ciascuna scuola, dopo la pubblicazione della nota ministeriale e dell’Allegato tecnico, sarà chiamata a deliberare – in sede di consiglio di istituto e con parere del collegio docenti – un aggiornamento del proprio regolamento che disciplini i casi e le modalità di svolgimento a distanza, i requisiti di connessione e identificazione dei partecipanti, le modalità di espressione del voto, la verbalizzazione e la conservazione della documentazione.
Alla prova dei fatti molti dirigenti (monarchi assoluti del regno della scuola) detteranno Legge e continueranno a convocare riunioni in presenza a discapito dell’efficienza, dell’ottimizzazione dei tempi lavorativi (soprattutto per le donne), dell’inquinamento e del benessere del personale scolastico (bidelli compresi visto che ogni volta devono mettere le sedie, togliere le sedie…). Una successiva nota ministeriale ha tra l’altro definito i requisiti minimi delle piattaforme, le indicazioni sui sistemi di voto certificato, le modalità di verbalizzazione a distanza, la gestione delle situazioni particolari.
Un ulteriore passo che Valditara dovrebbe fare e che nessuno compie da decenni è la revisione degli organi collegiali dove non esiste alcuna democrazia. Se, l’associazione più scalcagnata, infatti, ha un regolamento per la sua assemblea, il parlamentino della scuola non ce l’ha. Risultato? Meglio stare zitti per non rischiare.
Tuttavia, almeno ora, si potrà ascoltare l’“omelia” dei dirigenti standosene comodamente a casa. In silenzio. Senza nemmeno disturbare il “povero” preside con il chiacchiericcio in sottofondo.