West Nile e caldo estremo, ricoveri per il virus delle zanzare in sei regioni. La prevenzione per evitare il numero di infezioni (e gli oltre 30 decessi) del 2025
Con il grande caldo, uno dei nemici da contrastare sono le malattie trasmesse dalle zanzare, come il virus West Nile, ormai endemico in alcune aree del Paese, dall’Emilia alla Sardegna. Si tratta di un patogeno virale trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette, in particolare del genere Culex (la zanzara comune). Gli uccelli selvatici fungono da serbatoio naturale del virus, mentre l’essere umano è un ‘ospite’ del virus, ma non può trasmettere ulteriormente l’infezione. Circa l’80% delle persone infette non mostra alcun sintomo, mentre un 20% sviluppa la cosiddetta ‘febbre West Nile’ con sintomi simili a un’influenza, come ebbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei. Sintomi che nell’1% dei casi diventano più gravi. Il periodo di incubazione varia solitamente da 2 a 14 giorni dalla puntura. I dati dello scorso anno hanno già mostrato che l’Italia è uno dei paesi più a rischio (oltre l’80% delle 335 infezioni registrate complessivamente in otto Paesi Ue). Oltre trenta i decessi, oltre 500 i contagi. Dopo alcuni ricoveri già registrati anche in Italia nelle ultime settimane di primavera, a luglio sono state segnalate infezioni nel Lazio, in Veneto e in Piemonte. Il 7 luglio scorso a lanciare l’allarme era stato il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Patologie come “la Dengue, la Chikungunya e l’infezione da virus West Nile stanno diventando una crescente preoccupazione per la salute pubblica in Europa” spiegava il centro. Ma se la Dengue e la Chikungunya rimangono in gran parte associate ai viaggi internazionali, la trasmissione locale si sta verificando con maggiore frequenza in alcune parti d’Europa, dove sono ormai presenti le zanzare che trasmettono questi virus. “Ad esempio – hanno spiegato gli specialisti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – il virus del Nilo occidentale è già stato riscontrato in diversi Paesi europei”. Lo mostra il caso dell’Emilia-Romagna con la precoce ed estesa circolazione del virus: campioni di zanzare positivi sono stati trovati in sei province su nove, con l’esclusione del territorio romagnolo.
I casi di West Nile in Italia
Già a metà maggio, nell’Oristanese, in Sardegna, un paziente over 60 è stato ricoverato con febbre alta e cefalea. “L’accertamento di un caso di Febbre del Nilo sul nostro territorio già dal mese di maggio ci dà conferma che il virus sta circolando e quindi ci deve spingere fin d’ora ad adottare alcune precauzioni per difenderci dalle punture di zanzara, insetto che trasmette il virus della West Nile, pericoloso soprattutto per le persone fragili e anziane” aveva spiegato la direttrice del dipartimento di Sanità e Prevenzione della Asl 5 di Oristano, Maria Valentina Marras. Intorno al 10 giugno, un caso umano – un 70enne residente a Grazzanise – è stato accertato nella provincia di Caserta. Negli stessi giorni un altro caso è stato confermato in provincia di Firenze, nel comune di Bagno a Ripoli. A fine mese, altra segnalazione nel Comune di Villa Bartolomea, in provincia di Verona. Dall’inizio di luglio, sempre nel Veneto, un uomo di mezza età, residente a Padova, è stato con febbre molto alta nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale capoluogo. Nella provincia di Latina, un 29enne è stato ricoverato all’ospedale Santa Maria Goretti, ma non in condizioni critiche. A Novara, invece, l’Asl ha segnalato il caso di una donna di 60 anni residente nell’Ovest Ticino, già dimessa dal reparto dell’ospedale Maggiore di Novara. Restano ricoverati con apparenti sintomi di natura neurologica un altro uomo, con domicilio a Novara e un terzo paziente, che ha iniziato ad accusare sintomi venerdì scorso.
Il caso dell’Emilia-Romagna: “Circolazione record del virus nelle zanzare”
Qualche giorno fa, il sistema di sorveglianza entomologica previsto dal Piano regionale arbovirosi dell’Emilia-Romagna (adottato lo scorso aprile) ha comunicato di aver rilevato – fin dalla metà di giugno – segnali di circolazione del virus tra le zanzare. A oggi sono interessate tutte le province eccetto la Romagna, quindi sei su nove. “Anche se in regione si tratta di una circolazione endemica, quindi ormai stabilmente presente, e finora il sistema di sorveglianza sanitaria non ha rilevato casi di infezione nell’uomo, i dati lasciano prevedere che nelle prossime settimane si potranno osservare casi di forme gravi di malattia West Nile” ha spiegato la Regione. Si tratta di una situazione eccezionale poiché in tutti gli anni di sorveglianza, cioè dal 2008 “mai si è rilevata circolazione del virus nelle zanzare così precocemente in stagione e su un territorio così vasto”. L’infezione che le zanzare positive al virus possono trasmettere all’uomo è nella maggiore parte dei casi asintomatica, ma in una percentuale bassa, circa l’1%, può evolversi in una malattia neuroinvasiva con esiti anche gravi. Una condizione più frequente in persone a rischio, come gli anziani o gli immunocompromessi. “Grazie a un sistema di sorveglianza entomologica e sanitaria che funziona bene, si è potuta riscontrare una circolazione del virus dalle zanzare fuori dalla normalità – ha chiarito l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi”.
Come proteggersi dalle punture
La Regione ha anche diffuso alcuni consigli per proteggersi dalle punture all’aperto o negli ambienti interni. All’aperto si consiglia di indossare abiti chiari con maniche e pantaloni lunghi, evitando profumi, creme e dopobarba che attraggono gli insetti, di usare repellenti sui vestiti o sulla pelle scoperta, non su labbra, bocca, occhi, cute irritata o ferita, con particolare cautela per bambini e donne in gravidanza e di seguire sempre le indicazioni fornite dai produttori. Per trattare il viso, distribuire il prodotto sulle mani e poi portarlo al viso, prima di lavarsi le mani. Gli esperti ricordano che la durata della protezione del repellente dipende dalla concentrazione del prodotto, minore quando si suda o ci si bagna. In ambienti ad alta infestazione, i lavoratori che operano all’aperto possono trattare gli abiti con repellenti o insetticidi autorizzati. In casa, è preferibile utilizzare condizionatori o installare zanzariere su porte e finestre, culle e lettini possono essere protetti con veli di tulle di cotone. Si consiglia di utilizzare elettroemanatori di insetticidi solo quando le finestre sono aperte e, in caso di zampironi, esclusivamente all’aperto. In presenza di zanzare, meglio impiegare prodotti specifici, garantendo una buona ventilazione.